Scuola, non si va avanti

La scuola on line ha sfiancato studenti e docenti. Non c'è chiarezza sugli esami di terza media e maturità e si è in balìa di dichiarazioni, ordinanze, interventi dei dirigenti scolastici e delle autorità politiche locali.

Scuola, tra dichiarazioni e dietrofront non si va avanti. Non si placano le polemiche nei confronti del ministro Azzolina accusata di non aver dettato una linea per migliaia di studenti che ancora continuano l’esperienza della didattica on line. Dopo due mesi, insegnanti e studenti sono sfiancati da questo tentativo di portare la scuola a casa. Riunioni su riunioni on line che dimostrano la fragilità di ciascuno, perché davvero la scuola non è tutto questo.

I vari pressing da parte della politica per dimostrare che tutto va bene spingono il ministero a rivedere alcune decisioni prese in precedenza e date ormai per scontato.

Quindi, l’altalena delle dichiarazioni – per esempio la questione degli esami di terza media, delle bocciature, degli esami di maturità – non fa bene a nessuno e intacca l’attendibilità di una programmazione e il portare avanti il processo di riapertura delle scuole.

Per i dirigenti scolastici del sindacato Cisl «l’esame di terza media proprio non c’è. Non c’è ammissione, non c’è commissione, non c’è alcuna prova e questo mal si accorda con le previsioni costituzionali». Anche l’Anp – Associazione nazionale presidi – è critica sulle procedure degli esami terza media soprattutto per quanto riguardo la tempistica delle procedure da seguire. D’altra parte gli insegnanti sono davvero in balìa di dichiarazioni, ordinanze, interventi dei dirigenti scolastici e delle autorità politiche locali. Ne è un esempio il “fai da te” di un comune del vercellese, Borgosesia, che ha riaperto le scuole nonostante il ministero abbia vietato di avviare la riapertura. Il protocollo messo in piedi dalla dirigente scolastica prevede la formazione di tre classi con 4-5 bambini delle elementari e due per la scuola dell’infanzia, in spazi di proprietà del Comune, per aiutare le famiglie che sono tornate a lavorare, in tutto 36 bambini.

L’attuale emergenza sanitaria scoraggia inoltre la disponibilità a presiedere le commissioni d’esame in presenza. E lo stesso dicasi per i commissari d’esame in quanto ci sono troppi docenti ultrasessantenni: è quello che molti docenti di Foggia scrivono al ministro chiedendo l’esame su piattaforme on line.

Emblematico il recente tweet di una studentessa indirizzato al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

«Presidente, glielo chiedo in ginocchio: dica alla ministra Azzolina di decidersi su questa maturità perché siamo tutti confusi e disperati».

Insomma, la partita non è finita. Questo tirare per la giacca ora il ministro, ora i sindacati, ora i politici non fa bene a nessuno, tanto meno alla scuola. Il mondo della scuola non ha bisogno di ulteriori danni provocati da dichiarazioni personalistiche e confuse. Una guida sicura e certa: in questo momento è ciò di cui abbiamo bisogno.

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