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Città Nuova - Gennaio 2026

Cultura ed educazione nascono dalla relazione

Il numero di gennaio 2026 di Città Nuova affronta il tema dell’educazione come responsabilità condivisa, accanto a riflessioni su attualità, relazioni, Italia e mondo, offrendo chiavi di lettura profonde e orientate alla speranza.

Copertina Città Nuova Gennaio 2026

Il numero di Città Nuova di Gennaio 2026 è dedicato a una riflessione ampia e urgente sul tema dell’educazione come responsabilità collettiva e come spazio generativo di futuro. Al centro de “L’Inchiesta”, a partire da pagina 10, il dossier Educazione: rispondiamo all’appello mette in dialogo visioni, esperienze e urgenze che attraversano scuola, famiglia e società, interrogando il presente senza rinunciare alla speranza. Le autrici Luigia Coletta e Carina Rossa offrono uno sguardo corale che intreccia il bisogno di senso, la qualità delle relazioni e la costruzione di percorsi educativi capaci di rispondere alle fragilità contemporanee. In un tempo segnato da solitudini, disorientamento e crisi delle agenzie educative tradizionali, l’inchiesta rilancia il valore della comunità educativa come luogo di corresponsabilità e di cura, mostrando come l’educazione non sia solo trasmissione di saperi, ma generazione di legami e di speranza.

Nell’editoriale Accendere l’immaginazione dal titolo “70, il direttore Giulio Meazzini invita a riscoprire la forza creativa dell’immaginazione come antidoto alla passività e alla frammentazione, richiamando la responsabilità personale e collettiva nel costruire relazioni più umane e comunità più consapevoli.

A pagina 16, nella sezione “L’Intervista”, Giulio Meazzini dialoga con José Tolentino de Mendonça, offrendo una conversazione intensa sul valore della parola, della spiritualità e della cultura come spazi di incontro e di apertura, capaci di nutrire il pensiero e la vita interiore nel nostro tempo.

In “Storie” il contributo di Patrizia Bertoncello, che racconta esperienze di semina quotidiana e discreta, dove piccoli gesti di gratuità e fiducia diventano segni concreti di cambiamento possibile e di resilienza comunitaria.

In “Persona, famiglia e benessere” Sara Fornaro affronta con sguardo critico il tema dell’intelligenza artificiale applicata alla salute e alle diete, mettendo in guardia da semplificazioni e automatismi che rischiano di impoverire la complessità della persona.

La sezione “Italia” propone a pagina 46 l’analisi di Carlo Cefaloni, che smaschera false sicurezze e narrazioni rassicuranti, invitando a una lettura più lucida delle dinamiche politiche e sociali che attraversano il Paese.

Nella sezione “Mondo” Roberto Catalano analizza scenari internazionali e figure emblematiche, offrendo chiavi di lettura per comprendere trasformazioni geopolitiche e culturali in atto.

L’approfondimento della sezione “Radar” (a pagina 108), è firmato da Aurora Nicosia, che racconta Palermo come crocevia di culture, memorie e futuro, simbolo di una complessità che può diventare risorsa se abitata con consapevolezza.

Questo numero di Città Nuova si presenta così come un invito a pensare, dialogare e agire, offrendo strumenti per leggere la realtà con profondità e per riscoprire il valore dell’impegno condiviso. Un numero da leggere con attenzione e da attraversare con lo sguardo aperto al futuro.

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