Rivedere la legge sicurezza bis

Mentre continua la vicenda della Open Arms, col divieto di sbarco per i migranti a bordo da settimane, il Movimento politico per l'unità scrive alle alte cariche istituzionali chiedendo una revisione della legge appena approvata, alla luce dei rilievi fatti dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della sua promulgazione. Dal sito Mppu.org

Il Movimento politico per l’unità-Italia, dopo ampio dialogo a livello nazionale al suo interno, alla luce di uno studio attento della normativa e della Charta Mppu Internazionale:

1) Invita il Parlamento e il Governo (pro tempore, vista la crisi in corso) per quanto di loro competenza a rivedere gli articoli della legge sicurezza bis, tenendo conto dei pesanti rilievi del Presidente della Repubblica sull’obbligo di salvare vite umane e sulla sproporzione delle sanzioni pecuniarie e amministrative rispetto alle ONG.

La Charta infatti si ispira a «dignità e… diritti dei singoli e dei popoli»; a «promuovere e difendere i valori fondanti della persona, dei popoli, privilegiando i più deboli, attuando politicamente la fraternità universale». Sono in gioco i diritti fondamentali della persone. La legge sembra un marchingegno complicatissimo per scoraggiare, impedire, intimorire chi si sforza di salvare vite in mare. Ciò è contrario alle convenzioni internazionali sottoscritte dall’Italia e agli obblighi di solidarietà previsti dalla nostra Costituzione. Ci auguriamo che la Corte Costituzionale garantisca l’osservanza di quest’ ultima. Ci affidiamo al suo autorevole giudizio.

Noi non possiamo assumere deliberazioni legislative in contrasto con Convenzioni internazionali del mare sottoscritte dall’Italia, perché vengono meno i principi del diritto e dell’etica internazionale ispirata alla fraternità universale, circa il principio basilare di salvataggio in mare. Rimane l’obbligo di salvare vite umane con attenzione ai principi umanitari e di solidarietà verso persone disperate e seviziate. Sembrano mancare al decreto le ragioni di straordinaria necessità ed urgenza vista la grande riduzione di sbarchi comunicata dallo stesso Ministero degli Interni.

Perché non si è proceduto con il normale iter legislativo per avere una legge più equilibrata? Perché azzerare il dibattito ponendo la questione di fiducia su un testo che va ad incidere pesantemente sui diritti fondamentali? Perché finanziare i rimpatri di stranieri con posizione irregolare con i magri fondi per la cooperazione internazionale?

Preoccupazioni pone anche il pacchetto antisommossa, necessario per contrastare atti violenti, per eventuali abusi nel contrasto al dissenso politico. Mppu invita a valutare la compatibilità di questa legge con quelle Ue.

Il 17 luglio l’Ue ha esortato a non criminalizzare le ONG che operano nel Mediterraneo salvo casi di eventuale provata intesa con i trafficanti. Il rischio infatti è che aumentino gli sbarchi, come sta avvenendo a Lampedusa di barchini incontrollati e di prossime e ben note «carrette del mare». Opinione di Cesare Mirabelli, presidente emerito della Corte Costituzionale. A suo avviso «È un provvedimento pericolosissimo perché istiga a non salvare». Si corrono gli stessi rischi del Decreto sicurezza 1 con il ricorso del Tribunale di Milano alla Corte Costituzionale.

Intanto si moltiplicano le sentenze che obbligano i Comuni a iscrivere all’anagrafe i richiedenti asilo. Sono infatti 170 mila i nuovi irregolari in Italia, secondo l’I.S.P. I., con l’introduzione della legge sicurezza che ha cancellato la protezione umanitaria e l’accoglienza per i titolari di questa.

Clicca qui per leggere il testo completo della lettera.

 

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