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Italia > Noi due

Ricominciano le lezioni: come favorire un buon distacco?

di Serena Scotto d’Abusco

- Fonte: Città Nuova

A settembre ricominciano le attività sportive, lavorative e scolastiche. Ogni famiglia è chiamata a strutturare nuovi ritmi e a creare nuove routine e nuove abitudini quotidiane.

Soprattutto per gli studenti che rientrano tra i banchi la ripresa non è sempre facile ed è ancora più impegnativa se pensiamo a quei bambini che si approcciano al mondo della scuola per la prima volta. In questi casi, soprattutto con figli in età prescolare, come agire e cosa fare per favorire una buona separazione?

In primo luogo potrebbe essere utile preparare con serenità il bambino all’esperienza che dovrà affrontare. Libri, racconti, esperienze dirette di amichetti che hanno vissuto la stessa cosa, possono essere tutti strumenti validi per costruire nei bambini lo spazio mentale relativo a quella nuova realtà che da lì a poco vivranno.

Altra cosa importantissima è fornire una descrizione chiara di quanto avverrà senza mentire né omettere. Parlare in modo semplice, preannunciare cosa succederà, far sentire la presenza del genitore che spiega e rassicura, parlando in modo onesto.

Nel momento dell’esperienza vera e propria è importante permettere di esprimere al bambino tutte le emozioni che potrà provare. Potrà, per esempio, essere arrabbiato nel vedere il genitore che va via. Oppure potrebbe sentirsi triste o impaurito all’interno di un contesto nuovo. In questi casi è importante evitare di negare queste emozioni negative.

Non usare frasi del tipo «ma non succede niente»; «non devi essere triste»; «tutti i bimbi vanno al nido, solo tu fai queste tragedie» e così via. Ogni bambino, infatti, è diverso, e quello che può essere molto faticoso per uno può non esserlo affatto per un altro. Fondamentale diviene dare dignità alle emozioni che il bambino prova, anche se sembrano emozioni troppo negative e troppo grandi rispetto al contesto. Evitare di sdrammatizzare, minimizzando quello che il bambino prova. Provare piuttosto a incoraggiare e sostenere, rassicurando, affinché poi il bambino possa sentirsi sempre più a suo agio all’interno della nuova esperienza. Potrebbe essere più utile dire, ad esempio,: «Capisco che tu sia triste perché non vuoi che papà vada via, ma poi tornerò a prenderti e potremo fare di nuovo un gioco insieme».

Le strutture in cui si decide di iscrivere un bambino sono tutte diverse. Sarebbe certo preferibile un luogo in cui l’inserimento avviene in modo graduale e permetta un distacco non violento. Non sempre, però, questo è possibile, e anche laddove le condizioni non dovessero essere ottimali, bisogna ricordare che la cosa essenziale in ogni circostanza è la serenità del genitore. Più il bambino avvertirà che il genitore è sereno e sicuro della scelta fatta, più riceverà a sua volta forza per affrontare con tranquillità la nuova esperienza. Questo non significa che il distacco sarà meno doloroso. Potrà succedere però che il bambino diventerà, anche se magari non subito, in grado di cogliere la risorsa della nuova esperienza, adattandosi ad una nuova realtà, in cui i legami con la famiglia restano intensi e di qualità, ma ne vengono allo stesso tempo integrati di nuovi. Il bambino potrà, inoltre, trarre beneficio da un contesto in cui verranno sperimentate nuove autonomie nelle attività di vita quotidiana e tramite esperienze sensoriali, cognitive e relazionali si contribuirà senz’altro al suo sviluppo globale.

 

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