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Italia > Se ne discute

Referendum, il severo richiamo di Mattarella: Serve rispetto reciproco

di Sara Fornaro

- Fonte: Città Nuova

Sara Fornaro

Dopo le dichiarazioni del ministro Nordio, che aveva detto che nel Consiglio superiore della magistratura c’è un “meccanismo para-mafioso”, il capo dello Stato Mattarella ha richiamato tutti all’ordine, sottolineando che tutte le istituzioni (Governo, Parlamento, Magistratura) possono sbagliare e possono essere criticate, ma serve rispetto reciproco.

Il presidente Sergio Mattarella presiede l’Assemblea plenaria straordinaria del Consiglio Superiore della Magistratura (foto di Francesco Ammendola – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Esisterebbe «un meccanismo para-mafioso» all’interno del Csm, il Consiglio superiore della magistratura. L’infelice dichiarazione del ministro della Giustizia Carlo Nordio al Mattino di Padova, nell’ambito del sostegno al referendum sulla separazione delle funzioni dei magistrati, nei giorni scorsi ha scatenato numerose polemiche, anche da parte dei moderati che sostengono il comitato del “sì”. Del resto, il Csm è un organo costituzionale di amministrazione della giurisdizione e di garanzia dell’autonomia e dell’indipendenza dei magistrati ordinari, presieduto dal capo dello Stato.

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

E proprio da Sergio Mattarella si attendeva una risposta, dopo un “silenzio indignato”, come era stato definito da molti commentatori, durato tre giorni. Il referendum, lo ricordiamo, separa le carriere di magistrati e pubblici ministeri, introducendo modifiche a 7 articoli della Costituzione (approfondisci nel focus di Città Nuova di cosa tratta il referendum e le diverse posizioni).

Il richiamo del presidente Mattarella

E così, per la prima volta in 11 anni di presidenza della Repubblica, Mattarella è intervenuto ai lavori ordinari del Csm, spiegando che «mi hanno indotto a questa decisione la necessità e il desiderio di sottolineare, ancora una volta, il valore del ruolo di rilievo costituzionale del Consiglio superiore della magistratura. Soprattutto, la necessità e l’intendimento di ribadire il rispetto che occorre nutrire e manifestare – particolarmente da parte delle altre istituzioni – nei confronti di questa istituzione».

Il presidente Sergio Mattarella presiede l’Assemblea plenaria straordinaria del Consiglio Superiore della Magistratura (foto di Francesco Ammendola – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Il Csm, ha dichiarato Mattarella, non è esente da difetti, lacune ed errori, verso cui possono esserci critiche. Del resto, ha aggiunto, difetti, lacune ed errori e naturalmente possibili critiche possono riguardare anche le attività delle altre istituzioni repubblicane, «siano esse parte del potere legislativo, di quello esecutivo, di quello giudiziario». Nel suo ruolo di presidente della Repubblica, Mattarella ha richiamato tutti all’ordine, affermando di avvertire «la necessità di rinnovare con fermezza l’esortazione al rispetto vicendevole. In qualsiasi momento, in qualsiasi circostanza. Nell’interesse della Repubblica». Le istituzioni, dunque, non devono essere indebolite per interessi di parte.

Nordio: Nel Csm meccanismo para-mafioso

Nelle sue dichiarazioni del 15 febbraio, il ministro Nordio aveva detto al Mattino di Padova che «i magistrati iscritti all’Anm sono il 97%: una percentuale bulgara. Perché? Perché se non ti iscrivi non fai carriera, se vuoi avanzare devi aderire. E quando si elegge il Csm, iniziano le telefonate. E quando un magistrato va davanti alla sezione disciplinare, può trovare chi gli ha chiesto il voto e viceversa. Se non ha un “padrino” è finito, morto». Il ministro aveva poi aggiunto che il sorteggio per l’elezione del Csm, che verrebbe introdotto con la vittoria del “sì” al referendum, romperebbe «questo meccanismo “para-mafioso”, questo verminaio correntizio». Alle critiche, Nordio aveva spiegato di aver citato un giudice favorevole al “no”, e cioè Nino Di Matteo. Chiamato in causa, il magistrato antimafia aveva spiegato: «A coloro i quali cercano di strumentalizzare il mio pensiero, voglio precisare che, proprio perché ho sempre contrastato la degenerazione del sistema di autogoverno per le improprie ingerenze di correnti e cordate, oggi ho le mani ancora più libere nel denunciare che questa riforma costituzionale, invece di risolvere il problema, finisce per aggravarlo, accentuando il rischio di un – sempre più stringente –, controllo politico sul Csm e sull’intera magistratura, con grave rischio per la tutela delle garanzie e dei diritti di ogni cittadino».

Il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nicola Gratteri, 13 settembre 2025. ANSA/FABIO CIMAGLIA

Gratteri: (In Calabria) voteranno “sì” indagati, imputati, la massoneria deviata

Il clima di scontro sul referendum si era surriscaldato, nei giorni scorsi, anche per le polemiche sorte intorno ad alcune dichiarazioni del procuratore di Napoli, Nicola Gratteri. Nello specifico, come si può vedere nel video dell’intervista, al minuto 16:30 la giornalista Lucia Serino dice a Gratteri: «Stiamo parlando ad un pubblico calabrese, quindi una domanda sulla Calabria devo fargliela». Gli chiede se territori trascurati dall’amministrazione centrale, come la Calabria, siano sabotatori dell’amministrazione statale, e della legalità.

A questa domanda, Gratteri risponde (al minuto 17): «Nel lavoro che abbiamo fatto in quei 7 anni a Catanzaro abbiamo dato tanta fiducia alla gente. Tanta gente ha sognato e ha sperato che la Calabria possa cambiare… Certo, per il “no” voteranno le persone perbene, le persone che credono nella legalità come valore per il cambiamento. Voteranno per il “sì”, ovviamente, gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata, tutti centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente».

Dopo le polemiche, Gratteri ha ribadito di aver parlato riferendosi alla Calabria e che, naturalmente, tante persone perbene voteranno “sì”, ma ormai lo scontro era cominciato e si è poi acuito con le dichiarazioni di Nordio.

La speranza, per queste settimane che ci separano dal referendum del 22 e 23 marzo, è che tutti, ma soprattutto i rappresentanti istituzionali, seguano le indicazioni di Mattarella sull’indispensabile rispetto necessario anche nelle contrapposizioni politiche. Per far sì che, al di là degli scontri, i cittadini possano informarsi correttamente.

Per approfondire: leggi gli articoli del focus di Città Nuova sul referendum per la separazione delle funzioni dei magistrati.

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