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Persona e famiglia > Storie

Prendersi cura … (anche del CUP della nostra ULSS?)

di Annamaria Gatti

- Fonte: Città Nuova

Un piccolo gesto di solidarietà nel nostro quotidiano può cambiare la vita di molte persone della nostra comunità.

Licenza Pexels

Fare la propria piccola parte

In questo tempo confuso, con molti campanelli di allarme che squillano ogni giorno per segnalarci nuovi virus, ferocità belliche che ci lasciano l’animo affranto e incredulo, siamo invitati dal buon senso civico e dai valori che supportano l’esistenza, a fare la nostra parte ogni giorno, nelle situazioni a noi più vicine.

È quel che capita ogni giorno a Serena, una pensionata attiva. Serena si prende cura della famiglia, dei figli, dei nipoti e delle persone della comunità in cui vive come ritiene sia utile e come può, dosando forze e tempo, con la consueta generosità. Ebbene… incontrare però, attraverso il telefono e le mail, la possibilità di prendersi cura anche delle prestazioni del CUP della sua azienda sanitaria, perché sia efficiente e un vero servizio per gli utenti, questo non se lo sarebbe mai sognato. Eppure, fare la propria parte fino in fondo è sempre stato vincente. In ogni attimo presente. E racconta.

Vacciniamoci!

Prenotare una vaccinazione per lei e il marito è stata l’occasione. Il CUP risponde che il vaccino sarà somministrabile in luglio, e a un costo notevole. Alla richiesta di chiarimenti rimanda all’ambulatorio dove effettueranno il vaccino. L’improbabile prassi proposta obbliga Serena a fare qualche riflessione e a decidere di richiedere informazioni dirette alla Direzione Sanitaria. Risponderanno? Saranno solleciti? Avranno tantissime mail a cui rispondere e molte incombenze in questi tempi di sottodimensionamento di personale e di continue emergenze…

In uno scambio di mail invece decisamente veloce ed efficace, ecco risolto il mistero: un decreto prevede la gratuità per gli ultrasessantacinquenni proprio di quella vaccinazione (vaccino Herpes Zoster – DGR n.1575 dell’11.11.2021) ed è somministrabile in tempi brevi. Respiro di sollievo, gratitudine per la risposta efficiente: le cose funzionano quindi, quando qualcuno lavora con competenza!

E gli altri pazienti?

Ora che tutto si è chiaro, Serena sente che la cosa non può finire lì. Qualche operatore non era stato preparato bene evidentemente, se la risposta era stata a questi livelli così sbagliata. E quanti altri pazienti, e spesso anziani, saranno stati ingiustamente indirizzati ad effettuare un vaccino a quel prezzo e a quelle condizioni?

Serena procede ad inviare una successiva mail alla direzione sanitaria, segnalando con garbo deciso questa sua esperienza: si possono aiutare gli operatori del CUP, informandoli dei decreti relativi perché siano autorevoli e corretti?

A stretto giro, la risposta è rassicurante: «La ringrazio, in seguito alla sua segnalazione abbiamo inviato al CUP e agli Sportelli dedicati una nota di precisazione. Cordiali saluti. Dott.ssa A.A., Dirigente Medico U.O.C Igiene e Sanità Pubblica».

Non pensare solo a noi stessi sempre, in ogni attimo presente, gratifica e apre strade nuove e, anche se in salita, fa gustare poi il panorama, che è sempre incantevole. Anche in questi tempi durissimi. C’è speranza, coltiviamola con buone prassi e con fiducia. Solo così potremo opporre al male la volontà di bene.

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