Abitare la rete in modo sinodale, aprire spazi di preghiera e di riflessione con lo sguardo rivolto alle urgenze del mondo: questo l’obiettivo della Rete mondiale di preghiera del papa, iniziativa che ha preso l’avvio durante il pontificato di papa Francesco e che, a partire dal mese di gennaio 2026, prosegue il suo cammino in più stretta collaborazione con il dicastero per la comunicazione, con alcune importanti novità introdotte proprio da papa Leone XIV. «Pray with the Pope», la campagna lanciata dalla rete mondiale di preghiera per fare conoscere questi cambiamenti, è stata presentata presso la sala stampa vaticana, dal dottor Paolo Ruffini, prefetto del dicastero per la comunicazione e da p. Cristóbal Fones, direttore internazionale della rete mondiale di preghiera del papa.
«Pregare con il Papa rappresenta un modo diverso di intendere la rete, di tessere la rete, di radicarla sul territorio, di fare della connessione uno strumento di comunione, e della comunione uno strumento di comunicazione – sottolinea Paolo Ruffini –. Significa sottrarsi anche al parossismo della velocità che impone di limitare l’attenzione solo a pochi secondi; per ritrovarsi con il successore di Pietro online e con la propria comunità offline in un uno spazio protetto, in un tempo lento, di preghiera».
È già online, sul sito web recentemente rinnovato, il video con l’intenzione di preghiera del mese: non più un video catechetico come avveniva con papa Francesco, ma un video in cui papa Leone XIV rimane a lungo in silenzio orante e poi rivolge la sua preghiera al Signore nella cappella di San Pellegrino in Vaticano. Il desiderio del papa, infatti, non è solo quello di invitare a pregare proponendo l’intenzione mensile, ma di insegnare a pregare, di chiedere di pregare con lui creando una rete di comunione reale e non solo virtuale.
«La Chiesa era una rete prima del World Wide Web. Ma ciò che la univa e la unisce nel profondo non viene da noi ma da Dio. La connessione da sola non basta – spiega Ruffini –. La preghiera personale e universale del papa si offre così in un modo nuovo, sobrio e potente, come strumento visibile di unione e di condivisione nel Signore, punto d’incontro per milioni di persone, membra gli uni degli altri, pienamente presenti nel digitale e negli spazi fisici delle loro vite, a partire da quelli interiori del cuore di ognuno. È un modo semplice e potente di riconnetterci con parole giuste, e vere, parole che curano nel frastuono di troppe parole sbagliate».
È la sfida di una comunicazione «disarmata e disarmante», che non predilige necessariamente velocità e brevità ma, proponendo un video della lunghezza di “ben” 4 minuti, invita al silenzio, all’ascolto e alla riflessione.
«Con un formato semplice e accessibile, “Reza con el Papa” vuole essere una porta aperta affinché chiunque, ovunque si trovi, possa unirsi all’intenzione di preghiera che il santo padre propone ogni mese, pregando con lui in modo sinodale, sostenuti dalla stessa missione. È un invito semplice e universale, al quale ognuno di noi può rispondere spiega – p. Fornos –. «Papa Leone XIV, come sappiamo, ci ha invitato numerose volte durante quest’anno a pregare per “una pace disarmata e disarmante”. E quella pace è una grazia da ricevere, ma allo stesso tempo un compito da costruire; parte di una vera disposizione del cuore che dobbiamo imparare a chiedere in modo più profondo. Esiste forse uno spazio in cui possiamo renderci più vulnerabili, esposti, senza maschere, se non alla presenza di Colui che ci ama? La preghiera è quello spazio in cui può emergere ciò che è autentico, semplice, fondamentale, ciò che ci rende ciò che siamo. E vogliamo viverlo insieme al servizio dei bisogni del mondo».