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Persona e famiglia > Lo sport del lunedì

Olimpiade da 30… e lode per gli azzurri

di Noemi Di Benedetto

- Fonte: Città Nuova

Cala il sipario sulle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026: un’edizione storica per il Belpaese che colleziona ben 30 medaglie: 10 ori, 6 argenti e 14 bronzi

Il ballerino italiano Roberto Bolle si esibisce durante la cerimonia di chiusura dei Giochi olimpici invernali del 2026, presso l’Arena Olimpica di Verona, in Italia, domenica 22 febbraio 2026. Ansa EPA/SALVATORE DI NOLFI

Un’Olimpiade da sogno quella appena conclusa a Milano-Cortina con un numero di podi che era già storia una settimana prima della chiusura e un piazzamento nel medagliere finale, quarti – ad un solo argento di distanza dal podio – che fino a qualche settimana fa ci sarebbe sembrato utopia. Vediamo quindi le ultime medaglie conquistate dagli azzurri in quel di Milano-Cortina per poi pensare già al futuro degli sport invernali in casa Italia che, possiamo già dirlo, non ci fa per niente paura.

La combo con le 30 medaglie dell’Italia: prima fila da sx, Giovanni Franzoni, Flora Tabanelli, Arianna Fontana, Michela Moioli, Francesca Lollobrigida (1° oro), Sofia Goggia , Riccardo Lorello e Simone Deromedis;seconda fila da sx Dominik Fischnaller, Lucia Dalmasso, Francesca Lollobrigida (2° oro), Dominik Paris, Federica Brignone (2/a medaglia), Federica Brignone, Lisa Vittozzi , Andrea Giovannini e Federico Tomasoni ; terza fila da sx Andrea Voetter e Marion Oberhofe, Stefania Constantini e Amos Mosaner, Elia Barp e Federico Pellegrino, Michela Moioli e Lorenzo Sommariva e Emanuel Rieder e Simon Kainzwaldner; quarta fila da sx, Federico Pellegrino, Martino Carollo, Elia Barp e Davide Graz, Davide Ghiotto, Michele Malfatti e Andrea Giovannini, Tommaso Giacomel, Lukas Hofer, Dorothea Wierer e Lisa Vittozzi, Team Short Track Speed Skating e Team Short Track 5000; quinta ed ultima fila, Team Short Track, Staffetta Mista e squadra di pattinaggio di figura.
ANSA

Le medaglie dell’ultima settimana

E partiamo proprio dal futuro, dal futuro di una fantastica Flora Tabanelli che, a soli 18 anni e ad appena 3 mesi dalla rottura del crociato, sale sul podio olimpico del big air. La fuoriclasse azzurra apre l’ultima settimana a Cinque Cerchi con un fantastico bronzo che sa tanto di oro perché, quella di Flora, è la prima medaglia olimpica nel freestyle per l’Italia che riparte, quindi, alla grande nell’ultima settimana.

È proprio d’oro, invece, la medaglia che arriva il giorno dopo dall’inseguimento con dei magici Davide Ghiotto, Michele Malfatti e Andrea Giovannini che, dopo essere stati campioni d’Europa e del mondo, completano il grande slam diventando anche campioni olimpici e portando a casa il nono oro nella finale contro gli States.

La medaglia numero 25 arriva, poi, da altri due grandissimi: Elia Barp e l’immenso Federico Pellegrino che sono di bronzo nella sprint a coppie dello sci di fondo. Medaglia che, inoltre, è la numero 4 alle Olimpiadi per Federico Pellegrino giunto, probabilmente, alla sua ultima partecipazione in una competizione a Cinque Cerchi.

E sempre nella giornata di mercoledì arriva anche l’argento nella staffetta femminile di short track con Arianna Sighel, Chiara Betti, Elisa Confortola e Arianna Fontana che, ad un passo dall’oro rubato da una straordinaria azione della koreana, si laureano vicecampionesse olimpiche e permettono alla leggendaria Arianna Fontana di mettere in bacheca la quattordicesima medaglia olimpica, rendendola l’azzurra più vincente di tutti i tempi alle Olimpiadi.

E dopo le ragazze, anche i ragazzi seguono l’esempio e nella staffetta maschile di short track la squadra formata da Pietro Sighel, Thomas Nadalini, Luca Spechenhauser e Andrea Cassinelli è di bronzo al termine di una finale di altissimo livello contro le grandi favorite per la vittoria in questa disciplina.

E nel penultimo giorno di Olimpiadi arrivano ben 3 medaglie che portano l’Italia a quota 30. Nello ski cross Simone Deromendis e Federico Tomasoni ci deliziano con una magica doppietta: Simone è oro e, pochi centimetri dopo, Federico è d’argento, un argento che vale molto di più per Fede, un argento che sa di promessa per il suo sole, per la fidanzata e sciatrice azzurra Matilde Lorenzi, purtroppo venuta a mancare lo scorso anno a causa di un incidente durante un allenamento.

E a chiudere le danze con la medaglia numero 30 ci pensa un fantastico Andrea Giovannini nella mass start, al termine di una gara in cui era indubbiamente il più forte e che conclude sul gradino più basso del podio.

Italia superpotenza: la fine di un ciclo e un futuro che non spaventa

10 ori, 6 argenti e 14 bronzi: questi i numeri della nostra Olimpiade casalinga: l’Olimpiade dei sogni. La rassegna appena conclusa, infatti, è già storia perché, non solo i primati di Lillehammer – che ci erano sembrati inattaccabili per tre decenni – sono stati polverizzati, ma anche perché sono stati vinti gli stessi titoli di Tokyo 2020, considerata da molti come una delle edizioni più memorabili della storia tricolore. Una vera e propria impresa per l’Italia che sbriciola un primato dopo l’altro con il numero di ori salito da 7 a 10 e quello di medaglie complessive da 20 a 30. Numeri che fanno della nazionale azzurra una superpotenza al pari solo di Norvegia, USA, Germania e Comitato Olimpico Russo, le uniche che erano arrivate a questi numeri prima dell’Italia di Milano-Cortina.

Numeri che sono il risultato di anni di duro lavoro, anni che per qualcuno rappresentano già la fine di un ciclo. Le Olimpiadi casalinghe, infatti, sono state l’ultima danza di grandissimi atleti che negli ultimi 10 anni hanno contribuito a portare l’Italia ad essere lì dove è adesso. Icone come Dorothea Wierer e Federico Pellegrino hanno già annunciato il ritiro e altri fuoriclasse come Federica Brignone, Arianna Fontana e Francesca Lollobrigida hanno tutte superato i 35 anni, così come Dominik Paris e, per quanto il loro futuro non sia ancora definito, difficilmente potremmo pensare di vederli nel 2030. Discorso simile anche per altri campioni del calibro di Sofia Goggia, Lisa Vittozzi, Davide Ghiotto, Andrea Giovannini e Dominik Fischnaller che, tra 4 anni, dovranno sicuramente fare i conti con il tempo che inesorabilmente scorre e capire se le loro prestazioni sono ancora all’altezza di una Olimpiade.

Milano-Cortina, quindi, chiude un ciclo, che ci ha portati, oggi, al punto più alto nella storia degli sport invernali. Il prossimo quadriennio dovrà, allora, essere quello del rinnovamento. E, benché il cambiamento faccia sempre paura, questo rinnovamento, in realtà, non spaventa perché, oltre ai grandi veterani, abbiamo anche tantissimi giovani fuoriclasse che hanno già vinto qui o che saranno pronti a farlo tra 4 o 8 anni. Quindi, che alla prossima Olimpiade ci saranno 20, 25 o 30 medaglie, questo adesso poco importa: ciò che conta è che l’Italia non si farà cogliere impreparata ai prossimi appuntamenti e, nell’attesa, oggi è tempo di festeggiare in una Nazione che, durante questi Giochi, ha riscoperto l’orgoglio e la bellezza di essere Italia.

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