Nuovi farmaci contro l’ebola

Sono state testate quattro nuove medicine su quasi 700 pazienti afflitti da ebola nella Rdc. Nuove speranze di sconfiggere un nemico testardo

Due nuovi trattamenti hanno ridotto significativamente il tasso di mortalità dei pazienti afflitti da ebola in uno studio clinico effettuato nella Repubblica democratica del Congo, hanno affermato lunedì le autorità sanitarie statunitensi. Le sperimentazioni condotte nel Paese sembrano promettenti nel trattamento del virus dell’ebola, visto che i farmaci testati su pazienti sono riusciti a ridurre significativamente il tasso di mortalità della malattia. “REGN-EB3” e “mAb114”, questi i nomi tecnici dei trattamenti, sono stati sviluppati da anticorpi prelevati da sopravvissuti all’ebola.

Altri due trattamenti, chiamati “ZMapp” e “Remdesivir”, sono stati messi da parte perché meno efficaci. L’Istituto nazionale di allergie e malattie infettive degli Stati Uniti (Niaid), che ha co-sponsorizzato il processo, ha affermato che i risultati sono «ottime notizie» per la lotta contro l’ebola. Questi sono i «primi farmaci che, in uno studio scientifico, hanno mostrato chiaramente una significativa riduzione della mortalità» tra i pazienti affetti dal virus, ha affermato il dott. Anthony Fauci, direttore del Niaid. Questi nuovi farmaci, che sembrano piuttosto efficaci, sono stati creati come detto da anticorpi monoclonali che agiscono neutralizzando la capacità del virus di influenzare altre cellule. Per ora, riescono a prevenire la morte di due pazienti su tre, ma i risultati finali dello studio saranno noti solo questo autunno.

Secondo Sabue Mulangu, ricercatrice in malattie infettive che ha partecipato alla sperimentazione, i funzionari sanitari «possono dire che oltre il 90% di loro sopravvive» se vengono curati per tempo. I risultati diffusi riguardano 500 delle 700 persone a cui sono state somministrati i farmaci sperimentali; prossimamente verranno pubblicati i dati definitivi. Comunque è una speranza in un Paese in cui l’ultima epidemia ha fatto 1.800 morti.

 

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