Durante la presentazione del libro Dalla parte delle divise, scritto da Annalisa Chirico, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha affrontato anche la questione della sicurezza italiana in vista delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, rispondendo alle preoccupazioni sull’eventuale presenza dell’agenzia statunitense ICE.
In precedenza il ministro aveva dichiarato che “al momento non risulta” che agenti federali statunitensi saranno presenti sul territorio italiano durante i Giochi e che tutte le attività di ordine pubblico e sicurezza restano in capo alle forze italiane.
Tuttavia, fonti ufficiali dell’agenzia statunitense ICE e della missione diplomatica degli Stati Uniti a Roma hanno confermato che agenti dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) – in particolare della sua divisione investigativa Homeland Security Investigations (HSI) – collaboreranno alle attività di sicurezza, soprattutto per supportare il Servizio di Sicurezza Diplomatica del Dipartimento di Stato americano e tutelare membri della delegazione USA, come il vicepresidente J.D. Vance e il segretario di Stato Marco Rubio, durante le Olimpiadi.
Secondo il comunicato diffuso tramite AFP e raccolto da ANSA, l’ICE parteciperà alla sicurezza in coordinamento con le autorità italiane e non svolgerà compiti di polizia migratoria né attività autonome sul territorio italiano, poiché tutte le operazioni di sicurezza rimangono sotto autorità italiana.
La notizia ha suscitato forti reazioni politiche e sociali in Italia: il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha espresso pubblicamente la possibile presenza degli agenti americani come inaccettabile e ha ribadito che “non sono graditi” alla città, mentre esponenti di vari schieramenti e associazioni hanno espresso preoccupazioni sulla legittimità e la natura della loro presenza.