La festa del Purim cade il giorno 14 del mese ebraico di Adar, quindi è coincisa con la sera di lunedì 2 marzo e il 3 marzo, ed è la festa più vivace del calendario ebraico, ricorda un po’ il nostro carnevale, perché mascherandosi si simboleggi il ribaltamento della sorte nefasta cui stavano andando incontro gli ebrei. Si fa infatti memoria della salvezza del popolo ebraico nell’antica Persia grazie all’intervento coraggioso della regina Ester, perciò quest’anno viene particolarmente sentito come simbolico di quanto sta succedendo ai confini con l’Iran e il Libano, indipendentemente purtroppo dalla liceità o meno di questi interventi militari. E infatti si spostano i festeggiamenti nei rifugi, nei parcheggi interrati, nelle stazioni, dove già dormono alcuni sfollati, come si può vedere in queste immagini scattate a Tel Aviv.
Durante la festa è usanza, oltre a leggere il testo che narra la storia di Purim nel libro di Ester, scambiarsi cibo come dono e fare beneficienza perché anche chi non può permetterselo possa partecipare alla festa. È tradizione anche fare un pasto abbondante in famiglia o un banchetto in comunità nel giorno della festa di Purim. (foto Ansa)
