Oggi 5 marzo 2026, a Berlino − più precisamente nella piazza Potsdamer Platz − si è tenuto un corteo di migliaia di studenti e studentesse riuniti per protestare contro la crescente militarizzazione del Paese. Nonostante il blocco dei treni che rendeva difficoltosi gli spostamenti, giovani da tutta la città hanno raggiunto il luogo di aggregazione per lanciare un messaggio chiaro: “no alla leva, no alla guerra!”.
Si tratta della seconda tappa di una mobilitazione iniziata il 5 dicembre 2025, quando il Bundestag (Parlamento federale della Germania) discuteva la riforma del servizio militare. In quel giorno migliaia di giovani protestavano in circa 90 città tedesche. Ciò che allarma è quanto introduce la riforma, non si tratta di ripristinare formalmente la leva, bensì di rendere obbligatoria la registrazione e la valutazione per i diciottenni e, qualora i numeri del reclutamento volontario non bastassero, ci sarebbe la possibilità di un ritorno alla coscrizione.
Il significato degli scioperi, pur avendo avuto luogo in Germania, si estende a tutta l’Europa, dove c’è un costante aumento delle spese militari e riforme di reclutamento. Come afferma il Movimento Nonviolento: «No alla leva, no ai servizi obbligatori, stop alla militarizzazione della scuola e della società. Sosteniamo i giovani che scendono in piazza per difendere il diritto all’obiezione di coscienza e per affermare una cultura di pace e disarmo in Europa».
