A Cortina d’Ampezzo, ai Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026, la gara di skeleton maschile è stata segnata da un episodio che ha scosso gli animi di tutti. L’atleta ucraino Vladyslav Heraskevych è stato squalificato per aver rifiutato di togliere un casco simbolico, decorato con i volti di atleti e allenatori ucraini morti durante la guerra. Un gesto carico di significato, che voleva trasformare la discesa in pista in un momento di memoria e testimonianza.
Di fronte al rifiuto di adeguarsi alle regole del Comitato Olimpico Internazionale, che vietano messaggi politici o commemorativi durante le competizioni, Heraskevych ha scelto di non gareggiare, accettando la squalifica pur di non rinunciare al suo messaggio. La sua esclusione ha suscitato reazioni contrastanti e riaperto il dibattito sul ruolo dello sport in tempi di conflitto, lasciando l’immagine di un atleta solo sul ghiaccio, privato della gara ma non della propria voce.
