Guerra

Gli Usa e il Regno Unito attaccano i miliziani nello Yemen

Aumenta la tensione nel mar Rosso, dove ci sono stati almeno 73 bombardamenti contro i miliziani Houthi da parte dell’Occidente.

epa11070758 A handout photo made available by the British Royal Air Force (RAF) shows a RAF Typhoon aircraft sitting at RAF Akrotiri base in Cyprus, 12 January 2024. Four RAF Typhoons launched from RAF Akrotiri on 11 January to conduct strikes against military targets in Yemen. Houthi rebels have been targeting merchant vessels in the Red Sea and Gulf of Aden with missiles and drones. According to the Royal Air Force, Houthi attacks in the Red Sea greatly increased between November and December, causing major shipping companies to cease sailing in the region and insurance costs to rise ten-fold since early December. FGR4 Typhoons returned to RAF Akrotiri after conducting precision strikes against two Houthi military targets, Bani in north-western Yemen and an airfield at Abbs, according to the Royal Airforce.  EPA/SGT LEE GODDARD/BRITISH ROYAL AIR FORCE MANDATORY CREDIT: UK MOD CROWN COPYRIGHT HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES via ANSA
epa11071394 A Houthi soldier stands guard as people protest against a multinational operation to safeguard Red Sea shipping following Houthi attacks and the subsequent US and UK airstrikes on Houthis military sites, in Sanaa, Yemen, 12 January 2024.  EPA/YAHYA ARHAB via ANSA
epa11071175 Palestinians living in Lebanon pray in Al-Furqan Mosque before they join a protest in solidarity with the Yemeni people called by the Islamic Jihad Movement in Palestine at the entrance of Burj al-Barajneh refugee camp, in the southern suburb of Beirut, Lebanon, 12 January 2024. According to the Houthis military spokesman Yahya Sarea, five Houthi fighters were killed and six others wounded in a total of 73 airstrikes carried out by the United States and the United Kingdom against several Houthis-controlled sites in Yemen in response to Houthis attacks in the Red Sea. The US Department of Defense had announced in December 2023 a multinational operation to safeguard trade and to protect ships in the Red Sea amid the recent escalation in Houthi attacks. Houthis vowed to attack Israeli-bound ships and prevent them from navigating in the Red Sea and the Bab al-Mandab Strait in retaliation for Israel's airstrikes on the Gaza Strip, according to Sarea.  EPA/WAEL HAMZEH via ANSA
epa11071176 Palestinians living in Lebanon shout slogans during a protest in solidarity with the Yemeni people called by the Islamic Jihad Movement in Palestine at the entrance of Burj al-Barajneh refugee camp, in the southern suburb of Beirut, Lebanon, 12 January 2024. According to the Houthis military spokesman Yahya Sarea, five Houthi fighters were killed and six others wounded in a total of 73 airstrikes carried out by the United States and the United Kingdom against several Houthis-controlled sites in Yemen in response to Houthis attacks in the Red Sea. The US Department of Defense had announced in December 2023 a multinational operation to safeguard trade and to protect ships in the Red Sea amid the recent escalation in Houthi attacks. Houthis vowed to attack Israeli-bound ships and prevent them from navigating in the Red Sea and the Bab al-Mandab Strait in retaliation for Israel's airstrikes on the Gaza Strip, according to Sarea.  EPA/WAEL HAMZEH via ANSA
epa11071399 People protest against a multinational operation to safeguard Red Sea shipping following Houthi attacks and the subsequent US and UK airstrikes on Houthis military sites, in Sanaa, Yemen, 12 January 2024.  EPA/YAHYA ARHAB via ANSA
epa11071353 A person holds a photo of Houthi leader Abdul-Malik al-Houthi during a protest against a multinational operation to safeguard Red Sea shipping following Houthi attacks and the subsequent US and UK airstrikes on Houthis military sites, in Sanaa, Yemen, 12 January 2024.  EPA/YAHYA ARHAB via ANSA

È successo nella notte tra giovedì 11 e venerdì 12 gennaio. In seguito al via libera da Washington, gli Stati Uniti e il Regno Unito hanno dato inizio a una serie di attacchi mirati contro postazioni militari Houthi nello Yemen, con l’obiettivo dichiarato di ripristinare «la stabilità nel mar Rosso».

L’attacco ha avuto il sostegno di altri Paesi alleati: Paesi Bassi, Australia, Canada e Bahrein. I bombardamenti, almeno 73 secondo il portavoce degli Houthi Muhammad Abdul Salam, sono arrivati in risposta agli attacchi che i ribelli Houthi portano avanti contro navi mercantili internazionali da ottobre, dopo che è iniziata la guerra tra Hamas e Israele, in supporto della Palestina.

Muhammad Abdul Salam ha dichiarato ad Al Jazeera: «Non abbiamo preso di mira nessun Paese al mondo tranne Israele. Continueremo a prendere di mira le navi israeliane dirette verso di loro fino alla fine dell’aggressione contro Gaza». Inoltre, ha affermato che gli attacchi di Usa e Regno Unito «non resteranno senza risposta».

Da parte sua, Joe Biden ha affermato che non esiterà «a prendere ulteriori misure per proteggere il nostro popolo e il libero flusso del commercio internazionale, se necessario». Per l’Occidente, la via che collega l’Asia e l’Europa attraverso il mar Rosso è importantissima per il commercio: attraverso essa passano tra il 12% e il 15% del traffico globale.

I miliziani Houthi contano sul sostegno dell’Iran, il cui ministro degli Esteri Nasser Kanani ha condannato gli attacchi e li ha definiti come «un’azione arbitraria, una chiara violazione della sovranità e dell’integrità territoriale dello Yemen e una violazione del diritto e dei regolamenti internazionali».

A questo proposito si è pronunciato anche l’esponente di Hamas Sami Abu Zhouri: «Questa aggressione indica la decisione di espandere l’area del conflitto al di fuori della Striscia. Questo avrà delle conseguenze».

Per il presidente turco Recep, Tayyip Erdogan, questo uso «sproporzionato della forza» darà origine a «un bagno di sangue nel mar Rosso». Secondo fonti del Palazzo Chigi, all’Italia è stato chiesto di sottoscrivere la dichiarazione congiunta di Stati Uniti, Regno Unito, Australia, Bahrein, Canada, Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Nuova Zelanda e Corea del Sud per «allentare le tensioni e ripristinare la stabilità nel mar Rosso», ma il governo non ha accettato la petizione.

Foto ANSA

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