Lo avevamo predetto che sarebbe stata un’edizione da record, avevamo detto che chi ben inizia è già a metà dell’opera, è vero, ma qui la realtà ha superato di gran lunga le aspettative e, a poco più di metà Olimpiade ci ritroviamo già con il bottino che speravamo di avere a fine competizione. Riviviamo, quindi, le 13 meravigliose medaglie di questa magica settimana in quel di Milano-Cortina.
La settimana ha l’oro in bocca, non c’è altra descrizione possibile per la settimana appena trascorsa perché inizia subito con un bellissimo oro nella staffetta mista dello short track con i magici Elisa Confortola, Arianna Fontana, Thomas Nadalini e Pietro Sighel che hanno incantato all’Ice Skating Arena di Milano battendo in finale Cina, Canada e Belgio e migliorando l’argento di Pechino 2022.
E la settimana continua alla grande perché non è oro ma è come se lo fosse – queste le parole di Amos – il bronzo conquistato da Stefania Costantini e Amos Mosaner nel curling, in una difficile finalina contro la Gran Bretagna, in cui i nostri campioni si impongono per 5-3 confermandosi sul podio olimpico.
E dal curling si passa allo slittino con la magia del team azzurro che riesce a regalarci non uno, ma ben due ori nel giro di un’ora. Partono le ragazze con le fantastiche Marion Oberhofer e Andrea Voetter che diventano le prime campionesse olimpiche della storia del doppio femminile. Le ragazze chiamano e i ragazzi rispondono subito perché, dopo l’impresa delle azzurre contro le fortissime Austria e Germania, ecco anche quella degli azzurri con Emanuel Rieder e Simon Kainzwaldner che sono i nuovi campioni olimpici del doppio maschile. E, appena qualche giorno dopo, ecco anche la terza medaglia della disciplina con anche il bronzo nella staffetta. Che dire, due ori a cinque cerchi nella stessa disciplina a distanza di un’ora e poi un bronzo qualche giorno dopo, un evento che sarebbe parso osé anche al più grande dei sognatori ma che con i nostri ragazzi è diventato realtà.

Federica Brignone festeggia dopo aver vinto lo slalom gigante femminile di sci alpino ai Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026, centro sciistico delle Tofane a Cortina d’Ampezzo, Italia, 15 febbraio 2026. EPA/DANIEL DAL ZENNARO
Semplicemente infinita Fede
E più che osé non poteva che sembrarci non dico la medaglia, ma anche solo la partecipazione di Federica Brignone alle Olimpiadi perché sì, lei è una tigre e lo sappiamo, ma anche le tigri hanno dei limiti ma forse la nostra Fede ancora non lo sa perché, contro ogni più rosea aspettativa, è campionessa olimpica… per due volte!
Due medaglie olimpiche in una sola edizione è già tanta roba, due medaglie d’oro, poi, sono già qualcosa in più, ma due medaglie d’oro a distanza di pochi giorni, dopo un infortunio come il suo, è qualcosa che solo Federica Brignone e nessun altro poteva fare, e lei lo ha fatto. Ma torniamo indietro: 3 aprile 2025. Coppa del Mondo generale, discesa, gigante: questo quello che aveva vinto Fede quell’anno, nel punto più alto della sua carriera ma, in un secondo, tutto azzerato. Cade in Val di Fassa e il risultato è quanto segue: frattura scomposta del piatto tibiale, della testa del perone, rottura del crociato anteriore, due interventi chirurgici, una piastra nella gamba, 42 punti di sutura e 10 mesi di riabilitazione.
«Chi ha un infortunio così di solito poi gareggia nelle Paralimpiadi», diceva il fratello e allenatore Davide e, forse, aveva ancora ragione, ma Federica magari non lo aveva sentito perché, a soli a 341 giorni dall’infortunio, con una piastra nella gamba e un dolore acuto fino al giorno prima, Federica è scesa tra la nebbia ed è uscita dal superG con una medaglia al collo, quella dell’oro, sì, ma soprattutto quella del più grande atto di coraggio che lo sci italiano abbia mai visto. E, siccome le magie non vengono mai da sole, tanto per non farsi mancare nulla o forse per farci capire che non stavamo sognando, eccola di nuovo domenica nel gigante per cogliere una doppietta leggendaria. E, così come le sue avversarie a fine gara, non ci sono parole, possiamo solo inginocchiarci davanti a questa leggenda vivente.
Record, leggende e storia per i nostri azzurri
E se Fede è l’emblema della leggenda di queste Olimpiadi, e non solo, non possiamo però di certo dire che la nostra tigre sia l’unica di un team, quello azzurro, che non smette mai di stupirci.
È oro bis, infatti, anche una siderale Francesca Lollobrigida che, dopo averci regalato il primo oro della competizione a cinque cerchi, bissa il suo successo nella 5000 metri che chiude, ancora una volta, davanti a tutte.
Non è da meno, poi, neanche la solita, immensa Arianna Fontana che è d’argento nei 500 e, con la medaglia olimpica numero 13 della carriera raggiunge lo schermidore Edoardo Mangiarotti in vetta alla classifica degli italiani con più medaglie olimpiche, tanto per ricordarci che siamo di fronte ad una delle più grandi atlete della storia dello sport mondiale. Medaglia numero tre in altrettante edizioni, invece, quella di Michela Moioli che dopo l’oro nel 2018 e l’argento nel 2022, completa la collezione olimpica con il bronzo alle Olimpiadi di casa.
E il numero di medaglie, infine, conta ben poco per chi, come Lisa Vittozzi, ha realizzato un’impresa senza precedenti: l’azzurra nella giornata di domenica, poco dopo il secondo oro della Brignone e l’argento della coppia Sommariva-Moioli nella gara a coppie di snowboardcross, si è imposta nell’inseguimento e ha conquistato il primo oro olimpico per il biathlon azzurro, riscrivendo la storia di questo sport.

Federico Pellegrino festeggia la vittoria dell’Italia del bronzo nella staffetta maschile 4×7,5 km delle gare di sci di fondo ai Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026, a Tesero, Italia, 15 febbraio 2026. EPA/FILIP SINGER
E non è il primo podio ma è come se lo fosse quello della staffetta del fondo che, dopo 20 anni dall’ultima volta, torna sul podio con un immenso Federico Pellegrino che, guidando i tre giovanissimi Davide Graz, Elia Barp e Martino Carollo corona il più grande dei suoi sogni: riportare la staffetta azzurra sul podio olimpico.
E c’è poco da aggiungere: le medaglie, i podi, le storie dei nostri atleti parlano per noi. Una sola cosa è certa: le Olimpiadi di Milano-Cortina sono appena entrate nel vivo e, oltre a medaglie di portata storica, oltre ai singoli atleti che sono diventati leggenda, l’Italia entra ufficialmente nella storia perché 22 medaglie è, per noi, il nuovo record assoluto di medaglie nella storia di tutte le Olimpiadi invernali… e manca ancora una settimana. Ormai non abbiamo più nulla da chiedere ai nostri campioni, solo un favore: se è un sogno, non svegliateci.
