L’unione molteplice

Riflessioni sulla costituzione europea
Il trattato costituzionale europeo ha messo in risalto luci e ombre del processo di integrazione, nel momento in cui l’Unione ha accolto dieci nuovi stati membri e altri, come la Turchia, iniziano un percorso di avvicinamento graduale in vista di un futuro accesso. In un momento di crescita e di trasformazione, occorre chiedersi se una costituzione per l’Unione Europea possa ridursi solo a un insieme di procedure e a un’architettura di strutture. Una costituzione non è piuttosto un fenomeno identitario? Non è essa, in qualche modo, un fatto fondativo, il momento in cui una nuova comunità politica viene appunto “costituita”?

L’autore propone più una riflessione che un’esposizione sistematica delle finalità (politiche), sul disegno organizzativo (strutturale), sugli strumenti (procedure e istituzioni) e sull’identità (ideale) dell’Europa così come emergono dalla lettura del testo del trattato costituzionale, proponendo un primo bilancio, peraltro non privo di critiche, all’insegna di una fondamentale “opzione” a favore di un’Europa non solo più integrata, ma anche più coesa e al contempo più aperta al mondo.

 

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