Luigino Bruni: Serve una nuova alleanza per il Welfare

Bruni, economista e coordinatore di Economy of Francesco, è uno dei firmatari della lettera aperta alla premier Giorgia Meloni e ai presidenti di Camera e Senato, Fontana e La Russa. Gli esponenti del Terzo settore chiedono interventi per i poveri, i fragili, i carcerati, le persone con problemi mentali, i volontari del Servizio civile, per le Ong che soccorrono i migranti e chiedono un incontro con il governo.
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«C’è bisogno di dar voce a chi non ha voce. Serve una nuova alleanza per il Welfare». Lo afferma Luigino Bruni, economista e coordinatore di Economy of Francesco, uno dei firmatari della lettera aperta rivolta alla premier Giorgia Meloni e ai presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa.

Per Bruni, è proprio in questo periodo difficile che c’è bisogno di dare più attenzione ai poveri, a chi è in difficoltà, perché con eventi drammatici come «il Covid, la guerra, l’inflazione, la crisi energetica, si riduce la quota di ricchezza che un Paese destina alle persone più fragili». I poveri, in questa situazione, fanno più fatica ad essere rappresentanti nelle istituzioni.

Sono 130 le organizzazioni, riunite nell’Alleanza per il nuovo welfare, che, come Bruni, chiedono un incontro urgente al governo, dopo essere rimasti «profondamente delusi. Da una parte – scrivono – dagli interventi previsti sul Reddito di Cittadinanza che di fatto non lo riformano, ma semplicemente si limitano a ridurne la platea dei beneficiari, prima ancora di aver trovato nuove soluzioni protettive per il reddito delle famiglie degli inoccupati e disoccupati di lunga durata. Dall’altra, per il ritorno di pratiche ideologiche contro le ONG che salvano vite in mare, supportando il prezioso lavoro della Guardia Costiera Italiana. Siamo inoltre preoccupati di un “non intervento” del governo in materia di carceri, salute mentale e povertà educativa, nonostante i grandi allarmi riportati dalle statistiche e dai dati del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria sull’aumento dei suicidi in carcere».

La preoccupazione riguarda anche le 1300 case della salute previste dal PNRR, le comunità energetiche, l’approvvigionamento di energia da fonti rinnovabili, la sovranità alimentare. «Il nostro stato sociale – aggiungono i promotori della lettera – arretra sulla copertura dei bisogni e non avanza sulle nuove necessità delle persone. Il sistema sanitario è al collasso ed è sempre meno accessibile, le liste di attesa sono infinite e la sanità territoriale è ancora un miraggio. Sta crollando tutto, c’è un problema di qualificazione della spesa e di riduzione degli sprechi, ma anche di capacità di rafforzare l’assistenza sociale, psicologica, i pronto soccorso». Il Terzo settore è inoltre preoccupato dalla contrazione dei fondi stanziati per il Servizio Civile  (111 milioni stanziati nella manovra 2023, a fronte dei 311 del 2022), ed il nuovo aumento delle spese militari di 800 milioni di euro previsto nell’anno in corso.

«Siamo ben coscienti che la nuova legislatura sia solo all’inizio del suo cammino, ma proprio per la fiducia che riponiamo nelle pratiche di dialogo e di concertazione e nelle istituzioni della nostra Repubblica ci sentiamo in dovere di segnalare fin da oggi le nostre forti perplessità suipercorsi intrapresi. In uno spirito di partecipe collaborazione, da parte dell’alleanza “Per un Nuovo Welfare”, chiediamo di poter essere ascoltati e di poter svolgere il ruolo a noi assegnato dall’art.118 della Costituzione Italiana, nonché dalla Legge 328/2000 e dall’art. 55 del d.lgs. 117/2017 in materia di coprogettazione tra politiche pubbliche e iniziative del Terzo settore». Tra i firmatari, oltre a Bruni, ci sono tra gli altri Stefano Zamagni, presidente della Pontificia Accademia di scienze sociali, Giovanni Paolo Ramonda, dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXII, i sindaci della Rete dei Piccoli Comuni del Welcome, Giuseppe Notarstefano, presidente dell’Azione cattolica italiana, Vito D’Anza, Forum Salute Mentale.

«Noi chiediamo da un po’ di anni attenzione per un Nuovo Welfare» e anche questo governo non ha dato finora risposte. La crisi pandemica – conclude Bruni – ha cambiato il mondo ed oggi è necessario che il governo, le istituzioni, tornino a guardare il mondo del Terzo settore, del No profit, perché lo hanno perso di vista completamente. Serve una nuova alleanza per il Welfare».

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