Liberia, una radio per la gente

 Una nuova emittente locale, Radio Paraclete, nella grande Contea di Bong offre una voce affidabile e vicina alla gente. Proprio nel cuore della pandemia.

Gbarnga, contea di Bong, Liberia. Clementine ha 8 anni. Adora le gare di spelling, tradizione importata dagli Stati Uniti. Quando ha saputo che c’era la possibilità di partecipare a questa gara via radio ha fatto di tutto per essere tra i concorrenti e… ha vinto!

Florence è una speaker radiofonica: dà le notizie, presenta, fa interviste e manda in onda: «Posso dire che, adesso, non ci sono limiti per me in questo campo», afferma. Diventare giornalista era, infatti, il suo sogno, ma tutte le porte sembravano chiuse. «Per lavorare in radio devi essere nominato da un politico, in base agli interessi in gioco. Se ti presentano dicendo: “questa è mia figlia, vuole fare la giornalista”, allora hai una chance», rivela Florence durante un’intervista in diretta. Ma un giorno ascoltando la radio si è resa conto che una nuova stazione era appena stata lanciata proprio nella sua città. La sua occasione era alle porte.

In quella stessa comunità di Gbarnga – a 200 km dalla capitale Monrovia e sulla strada verso il confine guineano – un giovane è tornato da Israele dove ha studiato le più avanzate tecniche agroalimentari che adesso diffonde via radio. Il suo nome è Jacob Dennis. Attraverso il suo programma “Cosa nasconde il suolo?”, una nuova onda ha raggiunto gli oltre 200 contadini della zona. Le loro risorse principali sono riso, banane, manioca e patate ma il modo di coltivare è cambiato negli ultimi anni, e bisogna aggiornarsi.

Una nuova cultura rispettosa dell’ecosistema deve anche contrastare la deforestazione dovuta al “taglia e brucia” (l’antica tecnica di bruciare gli alberi per far spazio a nuove colture), una delle attività umane che erode le foreste naturali della Liberia. «Ho un master in Scienze delle piante all’Università di Tel Aviv, con specializzazione sulla sicurezza alimentare», afferma Jacob, che è anche fondatore di un gruppo locale. «Cerco di aiutare le persone a trovare una strada migliore, di diffondere la consapevolezza sulla sicurezza alimentare e la conoscenza su come superare alcune sfide – controllo dei pesticidi, gestione del suolo e raccolta del legno, per esempio».

Clementine, Florence, Jacob sono tre delle tante persone che hanno potuto raccontare cosa è cambiato nella loro vita dopo che Radio Paraclete – questo è il nome della nuova emittente – ha iniziato a trasmettere.

Una semplice stazione radio FM. Semplice, sì, ma unica. Nessun’altra radio locale raggiunge la zona, né canali televisivi. Non vengono distribuiti giornali locali e non ci sono giornalisti sul campo. La radio stessa ha bisogno di pannelli solari per funzionare a causa delle continue interruzioni di corrente. A tutto questo si aggiunge lo stop dovuto al Covid 19 e la grande paralisi che ne è seguita. Ed è proprio nel picco della pandemia, il 26 maggio 2020, giorno di Pentecoste, che i programmi di Radio Paraclete sono andati in onda per la prima volta.

Il progetto è il risultato di 3 anni di lavoro tenace dei referenti locali e della squadra di progettazione, analisi tecnica e fundraising di una ong cattolica dalla base operativa a Roma, Signis, che ha offerto tutta la propria expertise tecnica; e del contributo sostanziale della CEI con i fondi dell’8 per mille.

Non immaginate quindi l’emozione del team capitolino al ricevere le foto di Anthony Fallah Borwah – Vescovo di Gbarnga – che benedice i pannelli solari. Sono arrivati indenni dall’Italia, insieme alle altre attrezzature – mixer, trasmettitore, rack, microfoni – cablati e assemblati nel laboratorio in Trastevere, superando un lungo viaggio via mare e via terra. Allo stesso tempo l’ansia quando, un anno dopo, il mixer si è bruciato a causa di un fulmine.

La Liberia non è un Paese facile. Al 98° posto su 180 nel World Press Freedom Index 2021, ha subito molte restrizioni anche relativamente alla copertura della crisi del coronavirus. Non dimentichiamo che la Liberia è “esperta” di pandemie, avendo attraversato la crisi di Ebola nel 2014-2015.

Metti un canale libero dalle pressioni politiche, metti una radio di prossimità, vicina cioè alla gente e pronta a rispondere alle reali esigenze del territorio, ecco che ogni attrezzatura radiofonica e la possibilità di utilizzarla, diventa una grande opportunità per questa comunità di 1,2 milioni di abitanti.

«Invece che dei politici, parliamo di agricoltura, diamo spazio alle persone con disabilità», racconta Florence. «Ci sono molti programmi che gestiamo per le comunità. A Radio Paraclete puoi ascoltare trasmissioni di qualità. Fin dall’inizio il nostro obiettivo è questo: promuovere lo sviluppo anziché l’interesse». Clementine, Florence e Jacob lo hanno sperimentato in prima persona, coinvolgendo altri in questa novità. Nella contea di Bong si è innescata una reazione a catena.

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