«Da come guardi il mondo tutto dipende». Recitava così la campagna promozionale del mensile Città Nuova qualche anno fa. Una frase scelta non a caso, ma adottata per esprimere l’invito ad avere uno sguardo sulla realtà che non tace ma si impegna, si adopera per trasformarla, per migliorarla, per renderla più umana e fraterna.
Perché torniamo a questa frase? Perché ben si adatta a quanto successo il mese scorso durante la presentazione del libro edito da Città Nuova, Con gli occhi di Anna, di Aurora Nicosia. Di sguardo sul mondo, si tratta infatti, a partire dalle nostre città e, nel caso specifico, da un Viaggio nella Palermo dai mille volti, come recita il sottotitolo del libro.
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Per la prima presentazione del libro viene scelto, non a caso, un luogo simbolico del capoluogo siciliano: Danisinni, un quartiere appena dietro il centrale Palazzo dei Normanni e la nota cattedrale della città, una di quelle “periferie” dove si cerca ogni giorno di ridare dignità alle persone che l’hanno persa. Qui, grazie all’impegno di alcune persone, la rigenerazione sociale è in atto.
Numerosi gli ospiti che intervengono in un pomeriggio affollato da oltre 150 partecipanti, attenti e coinvolti nelle due ore di programma che scorrono veloci. Sono le autrici della prefazione e delle postfazioni del libro: Valentina Chinnici, presidente CIDI, deputata regionale Sicilia; Bijou Nzirirane, sindacalista e funzionaria Università di Palermo; Anna Ponente, direttrice Centro diaconale “La Noce”, Istituto Valdese; Martina Riina, antropologa e pedagogista; Alessandra Sciurba, docente Università di Palermo.
A fare gli onori di casa Fra Mauro Billetta, in prima fila nel quartiere e, a sottolineare l’importanza del momento, don Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo. Il tutto con la moderazione della giornalista Gilda Sciortino e la presenza dell’autrice del libro, Aurora Nicosia e della protagonista, Anna Staropoli.
Non è un evento, quello che si vive, ma un’esperienza di cittadinanza attiva, di condivisione dell’impegno che viene raccontato nel libro e che si vive in città a vari livelli, di una chiamata alla responsabilità personale e sociale che interpella ognuno dei palermitani, nativi o arrivati da altre città o nazioni che siano. Messaggi forti quelli che vengono lanciati dal palco e raccolti da una platea che diventa un tutt’uno con quanti intervengono.
Si parla di quella sana inquietudine che la “cattedra delle periferie” provoca in chi si lascia toccare dalla vita delle persone e non si rassegna all’ineluttabilità del male, del degrado, della povertà, dell’esclusione, ma vuole prendersi cura delle ferite, non fermarsi al piano emergenziale ma risolvere i problemi strutturali, passando dall’io al noi. In un’Italia che registra una delle fasi più acute di regressione democratica, c’è chi invita ad una rigenerazione democratica, ad organizzare la speranza. E chi chiama tutti ad una sorta di presidio permanente sulla città. Senza dimenticare la dimensione pubblica della felicità che si può raggiungere solo se si lotta insieme per la giustizia.
C’è un antidoto alla paura: è la comunità che è l’opposto della solitudine e dell’individualismo, è il prendersi per mano per darsi coraggio, per non cedere alle logiche di sopraffazione, ma opporre una resistenza “gentile” che crea un’azione divergente. C’è anche una via: quella delle beatitudini sulle quali si gioca il futuro della casa comune. Su questa strada Vangelo e Costituzione sono come bussole che aiutano a camminare insieme. C’è pure un metodo: non perdere di vista l’atteggiamento messianico che, come insegna il profeta Isaia, è la capacità di prendere su di sé le sofferenze degli altri. Con quello sguardo dal basso che ci fa prossimi a tutti, coi piedi per terra e il cuore aperto ad ogni persona come centro di ogni città.
Un libro che non descrive Palermo, ma la attraversa, viene definito Con gli occhi di Anna, un testo che sceglie l’ascolto, come emerge dal racconto della storia di Anna Staropoli, le relazioni, le persone, l’incontro, la reciprocità. Ne vien fuori una città che educa alla complessità che va accettata, riconosciuta, amata. Emerge uno sguardo al femminile, capace di cura, attenzione ai dettagli, grande sensibilità sociale, aperto alle possibilità di cambiamento. Questo libro, viene affermato, non chiede di essere letto, ma attraversato, chiede di continuare a sperare. È una sorta di viaggio, un atto di fiducia nelle relazioni, un invito alla coerenza delle scelte quotidiane, a non voltarsi mai dall’altra parte. Perché il cambiamento non va visto come qualcosa di straordinario, bensì come qualcosa di possibile. E doveroso!
Infine, un auspicio: che questo libro susciti progetti, nelle scuole, presso associazioni, gruppi giovanili…Un primo progetto è già stato realizzato. Finita la presentazione, si scende nella cripta della chiesa di sant’Agnese a Danisinni per visitare una bellissima mostra realizzata dalla Scuola siciliana di fotografia, il cui titolo è, appunto: Con gli occhi di Anna.