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Ambiente > Notizie dall'Africa

L’Africa punta sull’idrogeno verde

di Armand Djoualeu

- Fonte: Città Nuova

Il consumo energetico africano è ancora in gran parte dominato dai combustibili fossili, ma ai progetti di idrogeno verde in Namibia, Sudafrica, Mauritania e Marocco, se ne stanno affiancando altri in Egitto e Kenya per sviluppare l’African Green Hydrogen Alliance (Agha), che promuove una leadership africana nello sviluppo dell’idrogeno verde

Campo erboso con alberi di cactus in Africa. Foto proveniente da Freepik.

La transizione energetica nel continente africano, che mira a ridurre la propria impronta di carbonio, può offrire nuove opportunità di crescita e sviluppo, in particolare attraverso un migliore accesso all’energia e l’emergere di nuovi settori verdi in cui il continente gode di un vantaggio competitivo, grazie alle sue risorse naturali. La transizione energetica dell’Africa combina lo sviluppo del suo potenziale di energie rinnovabili con l’accesso a un’energia di qualità per tutti. Dato che il consumo energetico del continente è in gran parte dominato dai combustibili fossili, la transizione energetica rappresenta sia una necessità che un’ulteriore sfida che i Paesi africani devono superare. Attualmente, i principali progetti di idrogeno verde in Africa sono concentrati in Namibia, Sudafrica, Mauritania e Marocco.

Nel 2022, questi 4 paesi hanno unito le forze con altri due, Egitto e Kenya, per lanciare l’African Green Hydrogen Alliance (Agha), che promuove la leadership dell’Africa nello sviluppo dell’idrogeno verde. Con 11 membri, l’Agha prevede che le esportazioni di idrogeno verde del continente raggiungeranno i 40 megatoni entro il 2050. La Namibia è attualmente leader nello sviluppo dell’idrogeno verde, in particolare per l’esportazione. Il progetto Hyphen da 10 miliardi di dollari, sviluppato dalla società namibiana Hyphen Hydrogen Energy, una joint venture tra la società energetica tedesca Enertrag e Nicholas Holdings, prevede di arrivare a produrre oltre 300 mila tonnellate di idrogeno verde all’anno per l’esportazione in Europa.

Il Sudafrica ha creato una Hydrogen Valley” nazionale, dove si concentrano diversi progetti su larga scala che devono il loro successo in gran parte a investimenti pubblici e privati. Il Coega Green Ammonia Project è un impianto da 5,7 miliardi di dollari costruito da Hive Hydrogen e Linde, che dovrebbe produrre fino a 1,2 milioni di tonnellate di ammoniaca verde all’anno. Si prevede che il Prieska Power Reserve Project, situato nella Provincia del Capo Settentrionale, inizierà a produrre idrogeno verde e ammoniaca da energia solare ed eolica già dal prossimo anno. Anche l’Egitto si sta impegnando a diventare un hub [centro] regionale per l’idrogeno e i suoi derivati, con particolare attenzione alla Zona Economica del Canale di Suez (Scez). Il Marocco si distingue come uno dei primi paesi africani ad aver sviluppato una strategia nazionale per l’idrogeno verde.

Oltre al suo immenso potenziale di idrogeno verde, l’Africa ospita anche alcuni dei giacimenti più ricchi al mondo di minerali essenziali come cobalto, rame, oro, litio e metalli del gruppo del platino (Pgm). La RdC (Congo) si unisce a Zimbabwe, Mali, Ghana e Namibia come principale produttore di litio. Questo gruppo di Paesi ha prodotto 124.230 tonnellate di carbonato di litio equivalente (Lce) nel 2024 e si prevede che la produzione aumenterà di oltre il 150% entro il 2030. Come evidenziato nel rapporto 2026 Outlook, le miniere di litio africane sono competitive in termini di costi, il che le rende un obiettivo di investimento ideale. Questa ricchezza posiziona il continente come un attore chiave nella catena di approvvigionamento globale durante la transizione energetica. I governi di altre regioni (in particolare Stati Uniti e Cina) si stanno affrettando a concludere accordi bilaterali con i Paesi africani per garantire l’accesso ai minerali, promuovere joint venture e integrare le catene del valore minerarie. Nonostante queste significative risorse di energia rinnovabile, il loro sfruttamento rimane per ora limitato. Tuttavia, con il forte calo dei costi di investimento per gli impianti fotovoltaici su larga scala, diverse stime mostrano che le energie rinnovabili potrebbero quadruplicare entro il 2030, raggiungendo il 22% del mix energetico.

A titolo di promemoria, l’energia idroelettrica, eolica e solare sono fonti energetiche essenziali per la moderna transizione energetica. La produzione di energia solare è una delle maggiori risorse del continente africano, rappresentando non meno di 10 TW. Anche l’energia idroelettrica è significativa, con un potenziale energetico sostanziale pari al 10% del totale mondiale (350 GW). La Banca Mondiale stima che la creazione di un “mercato energetico” tra i paesi dell’Africa occidentale genererebbe risparmi da 5 a 8 miliardi di dollari.

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