Intervista a Elisabetta Dami

È scrittrice, pilota d’aereo, paracadutista e molto attiva nel volontariato. Ma Elisabetta Dami è soprattutto mamma di Geronimo e Tea Stilton, due topi giornalisti che con le loro avventure affascinano i bambini di tutto il mondo
Foto LaPresse - Mourad Balti Touati

Elisabetta Dami non è una scrittrice qualunque. E non solo perché con i racconti di Geronimo e Tea Stilton ha venduto 180 milioni di libri tradotti in 49 lingue diverse. Ha scalato il Kilimangiaro, ha corso tre volte la maratona di New York e una volta quella nel deserto del Sahara e, a 62 anni, è ancora la ragazzina che, nella casa editrice del padre Piero, imparò ad amare i libri e la scrittura. Ma soprattutto, Elisabetta Dami è riuscita a trasformare un grande dolore – non poter avere figli – nel trampolino di lancio che l’ha portata a diventare la mamma di milioni di bambini, che da 20 anni con le sue avventure si divertono, riflettono e imparano a sognare «sogni belli e buoni» per sé stessi e per gli altri.

Pilota, paracadutista, scrittrice… Chi è Elisabetta Dami?

Sono una donna normalissima, molto semplice, che prova gioia in tutto quello che fa, in tutti i momenti semplici e importanti della vita, soprattutto nell’amicizia, nella condivisione, nell’impegno sociale: in tutto ciò che dà un senso più profondo alla vita, che vada oltre le apparenze. Questo per me è molto importante ed è una cosa che cerco di trasmettere ai bambini, dando anche l’esempio, quando è possibile, con il mio impegno sociale. Di recente, insieme a Geronimo, abbiamo fondato la Geronimo Stilton Fondazione, che è vicina ai bambini in Italia e nel mondo con progetti legati a salute e cultura. Sono una persona che ama prima di tutto la lettura, ma anche scrivere.

Eppure le sue storie le firma Geronimo Stilton…

Geronimo firma i suoi libri perché i bambini amano pensare che il loro amico immaginario esista davvero. Anche per me, che sono rimasta bambina nel cuore, Geronimo esiste come tutte le cose belle, fantastiche, del Regno della Fantasia, che per i ragazzi è più reale della quotidianità.

Lei è cresciuta tra i libri…

Ho avuto la fortuna di nascere in una famiglia di editori. Mio padre, Piero Dami, era la persona che ha fondato la Dami editore negli anni ’70 e mi ha insegnato tutte le cose importanti della vita. Mi ha insegnato come scrivere e come creare personaggi che risultassero graditi ai bambini di tutto il mondo: quindi un animale, un topo, con un nome internazionale, cioè Geronimo Stilton. Grazie a mio padre ho imparato i segreti dell’editoria. Poi, dal 2000 ad oggi, ho scritto centinaia e centinaia di libri con Geronimo, tradotti in 49 lingue diverse.

Quando nasce Geronimo?

Geronimo nasce ufficialmente nel gennaio del 2000. Sono passati 20 anni, ma è ancora lì a fare compagnia ai bambini che nel frattempo sono diventati genitori: è la seconda generazione di ragazzi cresciuti con Geronimo Stilton. Mio figlio è diventato grande e mi ha dato tante soddisfazioni. Spero in futuro di poter continuare a fare ciò che dà senso alla mia vita, cioè scrivere, perché la scrittura dei libri di Geronimo è arrivata in un momento difficile della mia vita…

Cos’era successo?

Tanti anni fa ho scoperto di non poter avere figli e ho iniziato a fare volontariato in un ospedale, con un’associazione che si occupava di bambini. Era l’epoca di Patch Adams, il medico che si vestiva da clown per rallegrare i piccoli malati, e io mi dissi: «Cosa so fare? So scrivere. Scriverò storie per i bambini cercando di metterci avventura, tanto umorismo e dei valori etici universali», come lealtà, sincerità, onestà, legalità, rispetto per le istituzioni e per la natura, rispetto per sé stessi  e per gli altri e anche coraggio, amicizia, gentilezza, per arrivare poi al valore della felicità, a cui tutti i bambini avrebbero diritto.

Quindi si ride…

E nello stesso tempo si imparano tante cose che aiutano  a crescere. I valori sono importanti. Sta a noi adulti trasmetterli in tutti i modi possibili. Ai bambini possiamo dire che i valori sono come una bussola incantata che nei momenti difficili ci indicano la direzione giusta.

Perché Geronimo è giornalista?

Geronimo è un topo giornalista, editore e  anche  scrittore. Adora la parola scritta in tutte le sue forme e dirige L’eco del roditore, che è la casa editrice di famiglia. Ho preso l’abitudine, quando mi trovo davanti a centinaia di bambini, di dire: «Alzi la mano chi da grande vuole fare lo scrittore come Geronimo», e mi stupisco perché sono tantissimi i ragazzi che hanno questo desiderio. Secondo me è un buon segno, così dico loro: «Ricordatevi: per imparare a scrivere bene bisogna leggere tanto. Quando i vostri insegnanti e le vostre famiglie vi raccomandano di leggere, sappiate che è la base per formarvi per questo sogno che avete».

Cos’altro consiglia?

Dico ai bambini: «Girate sempre con un taccuino in tasca, in modo che quando siete in giro possiate sempre appuntarvi le idee fresche, gli amici nuovi che conoscete nel mondo e tutti i vostri pensieri». Imparate ad osservare ciò che c’è intorno a voi e ad ascoltare le persone. Spesso i bambini mi chiedono come sono arrivata a realizzare il mio sogno e mi fa piacere raccontare che bisogna seguire una procedura importante e precisa. Prima di tutto cercare nel nostro cuore i sogni belli e buoni, per noi e per gli altri, che diano un vero senso alla vita, a cui dedicarsi. Poi confrontarsi e chiedere consiglio alle persone più anziane che hanno esperienza e fare squadra come gli amici che condividono gli stessi sogni. Poi impegnarsi a fondo, senza avere paura di fare fatica, perché un giorno proprio le difficoltà che abbiamo superato e i momenti difficili saranno quelli che ci daranno più soddisfazione quando ricorderemo che ce l’abbiamo messa tutta, ma ce l’abbiamo fatta.

Com’è successo a lei?

Com’è capitato a me, che sono stata anche fortunata, però ce l’ho messa tutta. Le cose importanti della vita richiedono impegno. Io dico sempre ai ragazzi: scegliete solo sogni belli e buoni per voi e per gli altri. Cercate di dedicarvi a obiettivi, ideali, che abbiano un senso anche per la comunità, per le persone intorno a voi. Cose che, col passare degli anni, quando vi alzate la mattina, diano un senso alla giornata che avete davanti. Valori semplici, ma profondi.

Un discorso controcorrente…

La nostra è una società dove i ragazzi crescono spesso col mito del denaro, del successo, della popolarità, mentre le cose  importanti sono altre. Nessuno osa dire ai ragazzi: impegnatevi, fate  fatica,  e così risultano fragili, perché alla prima grossa difficoltà si fermano, si scoraggiano. Invece si cade una volta? Due? Non importa. L’importante è rialzarsi una volta di più delle volte che si è caduti e non arrendersi mai, ma in senso buono.

Geronimo ha anche una sorella…

Sì, Tea Stilton.

Dunque i figli sono due. Come nasce Tea?

Tea nasce perché assomiglia alla ragazza che ero e che sono ancora adesso. Quella ragazza, che ha voluto provare a fare un po’ di tutto in campo sportivo, ancora oggi è dentro di me e mi dà il desiderio di scoprire cose nuove. Sono una donna normalissima e non particolarmente atletica, però con molta calma mi sono fatta tre maratone di New York in tempi più che dignitosi e una maratona nel deserto di 120 km…

E ha scalato il Kilimangiaro. Come ha fatto?

La mia guida africana mi diceva: «Vi porterò in cima, ma ricordatevi di andare “pole pole”», cioè piano piano, perché salendo lentamente il corpo si abitua alla mancanza di ossigeno. Io arrivai in cima al Ki- limangiaro mentre tanti dovettero arrendersi e ringraziai la mia guida dicendogli che mi aveva insegnato una lezione importante: che “pole pole” si arriva dappertutto. Soprattutto se hai degli amici vicino, se “fai squadra”.

Quanto tempo ci mette a scrivere un libro?

Ci metto poco, in 10 giorni ho già scritto una storia da ridere.

Qual è il suo segreto?

Prima mi referenzio bene, poi mi do degli obiettivi e di mattina at- tacco a scrivere prestissimo e vado avanti tutto il giorno senza distrarmi, senza perdere la concentrazione. Il mio papà mi ha insegnato il concetto di autodisciplina: non scrivo solo quello che piace a me e quando voglio io, se ho l’ispirazione. L’autodisciplina è quella cosa che, quando non hai nessuno che ti dica: «Siediti e scrivi», ti porta a dire: «È mio dovere farlo». Il senso del dovere è uno dei valori fuori moda che sto ricominciando a proporre. Perché il piacere di sapere che si è fatto il proprio dovere, arrivati alla sera, è una cosa che i nostri nonni avevano e che i ragazzi non capiscono.

Si sente una gioia dentro di lei, da dove le viene?

Viene dal fatto che, essendo già arrivata a una certa età, mi accorgo di quanto sia importante, andando avanti con gli anni, conservare sempre ben chiaro il senso della vita. È questo ottimismo che tutte le mattine, quando mi alzo, mi dà la carica per dirmi: «Anche questa giornata è un dono», perché la vita è il dono più prezioso di cui dobbiamo essere grati ai nostri genitori. È una giornata in più che ho a disposizione per fare qualcosa di bello e di buono per me e per gli altri, per essere felice e per impegnarmi. L’ottimismo mi permette sempre di vedere il bicchiere mezzo pieno. Se uno pensa che è mezzo vuoto, non sarà mai contento.

Qual è il sogno bello e buono di Elisabetta Dami?

Il mio sogno è cercare di fare in modo sempre più autentico ed efficace quello che ho fatto fino ad ora, cercando di imparare dai miei errori, per comunicare sempre di più l’amore che ho per i miei lettori. I valori sono quelli di una volta, ma oggi vanno spiegati in modo diverso e cerco come una mamma di trovare le parole. Il mio sogno è di trovare parole sempre più efficaci per comunicare i valori autentici ai ragazzi e incoraggiarli a vedere la bellezza e la bontà della vita, che è un dono meraviglioso.

E il sogno di Geronimo?

È quello di essere sempre più vicino ai ragazzi con il suo mondo fantastico, ma così reale di personaggi, di situazioni, in modo che i ragazzi possano vedere nell’Isola dei topi un luogo nel quale imparare tante cose che li aiutino a crescere meglio nel loro mondo, che è quello reale.

C’è qualcosa che, nei suoi incontri con i bambini, le è rimasto nel cuore?

Tante. La cosa più bella è quando mi abbracciano. I bambini sentono che sono la mamma di Geronimo  e che il mio sogno, che si è realizzato, è stato quello di diventare la mamma di milioni di bambini in tutto il mondo. Il mio sogno futuro è che sempre più bambini possano, attraverso i nostri libri, accedere ai valori per imparare a crescere meglio.

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