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Induismo fra arianizzazione, sanskritizzazione e debrahmanizzazione – II. I riformatori religiosi e sociali

di Roberto Catalano

- Fonte: Nuova Umanità

Questa seconda parte dello studio si concentra su alcuni riformatori sociali e religiosi che hanno caratterizzato il subcontinente indiano del XIX secolo e dei primi decenni del XX secolo, rappresentativi di valenze specifiche e in contesti sociali ben definiti e importanti: Jotirao Phule, detto anche Mahatma Jotiba Phule, nello stato del Maharashtra, Periyar in Tamil Nadu e Narayana Guru, in Kerala. Questi riformatori avevano colto l’intimo legame fra la razionalizzazione e l’apertura dell’educazione a tutte le classi sociali: due aspetti al servizio l’uno dell’altro in vista di una religiosità meno esclusivista e di una socialità più giusta e aperta. I processi sarebbero stati lunghi e complessi, ma questa era la prospettiva giusta e lungimirante. Un sistema educativo in questo spirito avrebbe eliminato il bigottismo e assicurato un accesso sereno, e non esclusivamente brahmanico, alla religione e alle sue implicazioni sociali. I risultati sono stati diversi e non sempre conformi alle attese. Il fenomeno troverà la sua massima espressione nel Movimento neobuddhista fondato dal personaggio indiscutibilmente di maggior rilievo nel processo in questione: Bhimrao Ambedkar. A lui e al buddhismo navayana

sarà dedicata la terza parte di questo studio.

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