In cerca del testo

(note in margine a P. Sacchi, " Pentateuco, il Deuteronomista e Spinoza)
Nel suo articolo Il Pentateuco, il Deuteronomista e Spinoza ("Nuova Umanità" XIX [1997/51 113, pp. 571-589) P. Sacchi ha osservato che il lavoro critico su un testo letterario (biblico, nella fattispecie) deve avere come presupposto appunto l'esistenza di un oggetto che chiamiamo "testo": il che implica l'esistenza di un autore seppur implicito (secondo la definizione di W.c. Booth). Malgrado le difficoltà di una definizione del "testo" su questi piani (cf. gli studi di P. Schäfer sulla letteratura rabbinica), va definito anche nel suo esistere all'interno di un sistema (la letteratura) come inizio di un processo di storia degli effetti, spesso di straordinaria complessità.

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