Importanza di votare e co-governance

Un articolo provocatorio, le reazioni, le prospettive della politica, nell’imminenza delle elezioni europee
Parlamento europeo (wikipedia)

Dopo la pubblicazione dell’articolo di Antonio Baggio ho ricevuto vari messaggi di disaccordo, tra cui uno di Daniele Casprini, che mi scrive: «Sul titolo Perché i focolarini non votano, mi sono chiesto se quel “non” è un errore o una scelta. Credo che il diritto di “votare” e il conseguente dovere, sia una delle principali colonne della democrazia. Questo diritto va difeso sempre e comunque, indipendentemente da chi si candida o per quale partito uno simpatizzi. Sinceramente non mi ritrovo assolutamente in questa espressione, né è mai stata espressione del pensiero di Chiara Lubich, e dell’Opera oggi nel mondo, che si è sempre spesa per la Politica (quella con la P maiuscola)».

Sono d’accordo, Daniele, che il diritto/dovere di votare è uno dei cardini della democrazia. E sono anche d’accordo che Chiara si è sempre spesa per la politica con la P maiuscola.

Il titolo dell’articolo in questione era effettivamente provocatorio, e per questo mi scuso se a qualcuno non è andato giù. Anche se nel testo poi l’autore spiegava chiaramente come sia importante votare se si vuol essere cittadini. I messaggi che ho ricevuto, però, forse per l’imminenza delle elezioni, segnalano la delicatezza e importanza di un argomento che abbiamo trattato tante volte, sia nella rivista sia nel sito di Città Nuova. Vale la pena comunque aggiungere ancora qualche parola.

In particolare il “patto” a cui accenna Baggio è stato una concreta applicazione della spinta che Chiara Lubich e Igino Giordani hanno dato per vivere la politica a servizio dell’unità della famiglia umana. Con gli anni nel Movimento questa intuizione è poi maturata nella cosiddetta co-governance: amministratori, forze economiche, cittadini singoli e associati di un territorio co-progettano e lavorano assieme per far emergere il disegno sulla propria comunità civile. Anche di questo abbiamo parlato in tanti articoli. E ancora ne parleremo nelle prossime settimane.

È chiaro che il rapporto di un candidato con la propria comunità è importante. Nessuno dovrebbe essere lasciato solo, anzi il candidato dovrebbe sentirsi sempre sostenuto per trovare il coraggio di andare avanti. D’altra parte, però, è anche un rapporto delicato, specialmente in campagna elettorale. Questo, mi sembra, voleva sottolineare l’articolo di Baggio.

Aggiungo che in redazione discutiamo parecchio di questi temi, perché riteniamo importante l’impegno politico e sociale, come dimostrano i contenuti di approfondimento e testimonianze presenti su Città Nuova, a partire dalle questioni concrete che richiedono impegno per il bene comune.

Le sensibilità sono tante e diverse, ma non devono dividerci, anche in tempo di elezioni. Come mi scrive un’amica: «Sono con te, la strada è complessa, ma siamo vivi! Parliamo di politica!».

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