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Italia > Palestina

Il patriarca Pizzaballa a Cosenza: “La popolazione di Gaza ha bisogno di tutto”

di Bruno Cantamessa

- Fonte: Città Nuova

Bruno Cantamessa Autore Citta Nuova

Dall’11 al 13 febbraio, nei giorni della festa della Madonna del Pilerio, il patriarca di Gerusalemme dei Latini, era a Cosenza dove ha incontrato credenti, istituzioni, autorità, imprenditori, operatori culturali, studenti e cittadini. Un’iniziativa promossa da una decina di Rotary club cosentini

Il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme. Foto Ansa, EPA/ABIR SULTAN EPA

La venuta a Cosenza del patriarca di Gerusalemme dei Latini, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, era attesa da mesi. E si è realizzata, quasi per caso, proprio nei giorni della festa più importante per la città, quella della Madonna del Pilerio: un’antica icona di Maria che allatta il Bambino, risalente al XII secolo, particolarmente venerata dai cosentini, che nel 1576 ottennero per intercessione di Maria la liberazione da una terribile epidemia di peste.

L’invito al cardinale era partito da Sergio Mazzuca, intraprendente presidente del Rotary club di Rende, che aveva lanciato alcuni mesi fa, con l’adesione di altri 9 club Rotary del distretto 2102, una raccolta fondi per i bambini di Gaza. Raccolta, come ha sottolineato il sindaco di Cosenza, Franz Caruso, che «ha superato ogni più rosea previsione». E non è sorprendente in un territorio come quello cosentino dove la solidarietà è di casa, tanto che nel 2023 la città è stata designata come “capitale italiana del volontariato”: sono circa 1.200 le associazioni che operano sul territorio, con oltre 10 mila volontari.

 

Incontro a Cosenza col patriarca latino di Gerusalemme Pizzaballa (ph Annalisa Pacchetti)

La festa religiosa della Madonna del Pilerio è stata celebrata nella magnifica cattedrale (risalente all’XI secolo) con una messa pontificale concelebrata da Pizzaballa con il vescovo di Cosenza, Checchinato, e una decina di vescovi calabresi, oltre a numerosi sacerdoti e religiosi e alla presenza di autorità e moltissimi fedeli. Ma gli appuntamenti con mons. Pizzaballa sono stati diversi e tutti molto partecipati. La visita del cardinale, coordinata con professionalità dal giornalista e scrittore Simone Tropea, si è articolata in diversi momenti che hanno coinvolto istituzioni, imprenditori, operatori culturali e cittadini. Ma il culmine è stato l’incontro con la città nella cornice dello splendido Teatro Rendano, nel pomeriggio di giovedì 12 febbraio. Presenti autorità, studenti, comunità e cittadini: 800 posti tutti prenotati nei giorni precedenti, con pochissime defezioni nonostante l’allerta e il forte maltempo. Sul grande palco, due poltroncine e un tavolino: il giornalista Simone Tropea e il patriarca di Gerusalemme. Domande e risposte: un’ora e mezza di testimonianza avvincente e umile, intensa e rivelatrice, mai polarizzante.

Alcuni esempi delle affermazioni di Pizzaballa che raccontano la realtà di Gaza oggi: «La ricostruzione non è ricominciata e gli ospedali operano in maniera parziale… Il sistema scolastico è totalmente devastato e siamo già al terzo anno senza scuola». Quali prospettive si vedono? «Il Board of Peace è contestato da molti, è quello che c’è comunque, bisogna fare i conti con la realtà, ma in questo momento non vedo la possibilità da parte della politica di avere progetti di lungo respiro». Per Pizzaballa in sostanza l’attività militare non costruisce alcuna prospettiva politica. E si chiede: «Cosa sarà Gaza? È molto difficile capire quali sono le prospettive. Innanzitutto dal punto di vista della governance, chi governerà e come, con quali condizioni, con quale mandato. Se i 20 punti del piano Trump andranno avanti, è ancora una fase da costruire. Nel frattempo la popolazione ha bisogno di tutto».

Il pensiero del cardinale sulle prospettive è realistico e coraggioso, e ha convinto la gente di Cosenza. Lo ha sottolineato molto bene il sindaco Caruso con un grazie speciale al patriarca di Gerusalemme «per la sua opera meritoria, nel portare non solo cibo e medicine alle popolazioni della striscia di Gaza, ma per aver diffuso… un messaggio di speranza racchiuso nelle sue parole pronunciate in quel territorio, in occasione dell’ultimo Natale: Non dimenticheremo mai cosa è successo, ma ora dobbiamo guardare avanti».

Incontro a Cosenza al Teatro Rendano col patriarca latino di Gerusalemme Pizzaballa (ph Annalisa Pacchetti)

A Gaza e in Cisgiordania ci sono diverse comunità cristiane a livello ecumenico: fino al 2022 si contavano circa 50 mila cristiani, dei quali 3 mila a Gaza. Ma la diaspora dei cristiani, e per quanto possibile di tutti i palestinesi, continua da anni. Tra le priorità immediate che il patriarca latino ha individuato, spesso in sinergia con altre Chiese cristiane, ci sono le scuole per i bambini e l’assistenza ai numerosi mutilati e alle loro famiglie.

Sulla disponibilità di cibo a Gaza, un dato poco conosciuto è che adesso se ne trova un po’ di più, è vero, ma soprattutto acquistandolo, e molti non hanno il denaro per farlo. Un’altra criticità non da poco è il fatto che sono in qualche modo disponibili soprattutto carboidrati, ma ben poche proteine e vitamine. E se questo è un problema per tutti, lo è in particolar modo per i bambini.

Parlando del ruolo che come cristiani dovremmo avere in questa situazione, il patriarca è stato molto chiaro: essere “sale”, quel sale evangelico che dà sapore a tutto. Cosa possono fare e dire i cristiani, le Chiese? «Il compito della Chiesa, il compito di chi ci crede, di chi crede che sia possibile una prospettiva diversa, sociale e anche politica è: dirlo. E non lasciare una narrativa soltanto alle attività militari».

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