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Il papà. L’assente inaccettabile

Sono una mamma di tre figli, due maschi e una femmina, rispettivamente di 16 e 11 anni i maschi e di 13 anni la femmina. Con i figli maschi faccio molta fatica, sembrano ancora dei bambini e si perdono in mille sciocchezze. Mio marito lavora tutto il giorno e quando cerco di coinvolgerlo è troppo stanco e poi, mi creda, è un po’ come loro, sembra anche lui immaturo…. Giovanna – Parma La sua testimonianza mi dà l’opportunità di trattare un argomento molto attuale e importante per la nostra società: l’assenza della figura paterna. L’ultimo rapporto del Ministero degli Affari Sociali sulle condizioni dell’infanzia e dell’adolescenza nel nostro paese evidenzia l’enorme problema sociale dovuto all’instabilità emotiva e affettiva nei nostri adolescenti. A farne le spese sono soprattutto i maschi (i dati relativi al disagio adolescenziale dicono che a risentirne sono due terzi maschi e un terzo femmine) che faticano a maturare prolungando così per molti anni gli atteggiamenti tipici dell’infanzia come l’insicurezza, la fragilità nel gestire le emozioni e la superficialità nei rapporti. Come mai questo? Gli studi della psicologia evolutiva dimostrano come qualsiasi bambino, per poter crescere necessita di modelli significativi e di occasioni che gli permettano di identificarsi e maturare. Mentre dalla nascita fino alla preadolescenza, la bambina incontra moltissime figure femminili con le quali potersi confrontare e crescere: la mamma, le insegnanti della scuola materna, e poi delle elementari e medie. Il bambino invece ha il padre e solo in rari casi qualche qualsiasi bambino, per poter crescere necessita di modelli significativi e di occasioni che gli permettano di identificarsi e maturare. Mentre dalla nascita fino alla preadolescenza, la bambina incontra moltissime figure femminili con le quali potersi confrontare e crescere: la mamma, le insegnanti della scuola materna, e poi delle elementari e medie. Il bambino invece ha il padre e solo in rari casi qualche insegnante maschile. Tutto ciò è, a mio avviso, un’enorme ingiustizia, le cui conseguenze si manifestano poi successivamente nell’adolescenza. Infatti ci troviamo a che fare sempre più con fenomeni in aumento della omosessualità maschile (a questo proposito i dati dicono che su 100 omosessuali, 80 sono maschi e 20 sono femmine) e con ritardo, appunto, della maturità affettiva nei maschi. E allora? cosa si può fare? L’argomento è troppo vasto ed importante per poterlo esaurire in così poco spazio. L’intervento andrebbe realizzato coinvolgendo soprattutto le due principali agenzie educative, che sono la famiglia e la scuola. Anche se oggigiorno il padre partecipa maggiormente alla vita educativa, occorre facilitare la sua presenza all’interno della famiglia con politiche lavorative adeguate, con supporti sociali appropriati, e soprattutto con formazioni specifiche. Sarebbe importante agevolare il ritorno della figura maschile soprattutto nella scuola elementare e media. Ciò potrebbe essere facilitato mediante particolari politiche economiche e sociali e il superamento della tradizione educativa che considera soprattutto la donna come fulcro fondamentale dell’educazione. Qualche cosa comunque si può migliorare; importante è non scoraggiarsi… Ecco, alcune indicazioni semplici e concrete che si possono già da ora realizzare. Cercheremo poi trattare in un secondo tempo il caso in cui il padre è assente perché ha lasciato o per cause maggiori, per esempio quando è malato o deceduto.

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