Il mondo delle idee

Tutti voi avete un’idea di che cos’è un’idea. Basta pensare a quando, in classe, si deve svolgere un tema: si sta lì, davanti al foglio bianco e si aspetta che arrivi un’idea. A volte, l’idea sembra non arrivare mai e intanto il tempo passa e si vede invece arrivare con angoscia il momento di consegnare il tema. Perché le idee ci mettono così tanto ad arrivare? Adesso ve lo spiego, così la prossima volta che dovrete fare un tema, non ve la prenderete più con le povere idee che tardano ad arrivare. Le idee, infatti, vengono da molto lontano. Dal Mondo delle Idee. Nel Mondo delle Idee ci sono paesi, città, fiumi, strade, come da noi, solo le case sono diverse. Ci sono città in cui tutte le case hanno forma di grandi pennelli con i tetti rossi, verdi, gialli, blu: sono le case dove abitano le idee dei pittori. Altre città invece, hanno le case a forma di tromboni, di tamburi, di violini: sono le case delle idee dei musicisti. Poi ci sono le case a forma di punto interrogativo e lì ci abitano le idee di quegli scolari che non sanno mai la lezione o le case a forma di nuvola e lì ci abitano le idee dei poeti, dei sognatori e dei distratti Nel Mondo delle Idee, c’è un centralino al quale fanno capo tutte le chiamate delle persone che hanno bisogno di un’idea. Prendiamo ancora l’esempio del tema. Se la maestra vi dà un tema intitolato, per esempio: Immagina di essere un inventore, immediatamente, dalla vostra classe, partono venti (o ventitré o venticinque) chiamate che vengono raccolte dal centralino del Mondo delle Idee. La centralinista passa subito le chiamate alla città dove abitano le idee degli inventori le quali abitano in case dalle forme più strane e futuristiche. Quando un’idea riceve una telefonata, deve per prima cosa preparare la sua valigia. Così, l’idea che ha ricevuto la chiamata per il tema sulle invenzioni, dovrà mettere in valigia, un bel pizzico di fantasia, qualche cacciavite, dadi, bulloni e la prima cosa che le capita sotto mano (magari il sacco della spazzatura) perché tutto è buono per un bravo inventore. Quando la valigia è pronta (e speriamo che l’idea l’abbia preparata bene, altrimenti lo scolaro prenderà un’insufficienza!), l’idea deve dirigersi verso la stazione. Sì, perché le idee viaggiano in treno. Le idee degli uomini politici viaggiano spesso con treni in ritardo; le idee dei bambini, preferiscono prendere l’espresso, le idee sagge viaggiano coi diretti e le idee precipitose salgono solo sui direttissimi. Vediamo perciò cosa succede delle idee alla stazione, che è sempre affollatissima: idee che vanno, idee che vengono, idee che chiedono informazioni sul binario o sull’orario dei treni, idee di scrittori che si aggirano cercando un’idea originale… insomma, in totale, c’è una gran confusione. E, come se non bastas se, ci sono le idee dei distratti a complicare notevolmente le cose. Le idee dei distratti, sbagliano facilmente treno, dimenticano le valigie o, peggio ancora, le scambiano al deposito bagagli con quelle di altre idee e confondono gli orari di arrivo con quelli di partenza. A questo proposito, state un po’ a sentire cosa capitò, una sera, al signor Edgardo. Egli uscì dall’ufficio, si avviò verso casa ma, quando si trattò di aprire la porta, si accorse di non avere le chiavi. Frugò tre volte nelle tasche della giacca, nel cappello e persino nei calzini, poi dovette arrendersi all’evidenza: aveva dimenticato le chiavi nel suo ufficio che ormai era chiuso. Che fare? Bisognava farsi venire un’idea. Inoltrò una chiamata urgente al centralino delle idee, ma poiché tutte le idee in quel momento erano occupate, gli venne mandata un’idea strampalata, la quale mise in valigia una chiave di violino. Il signor Edgardo la rigirò un po’ tra le mani, poi la buttò nel portaombrelli e se ne andò a dormire in albergo. La cosa però non gli andò giù, anche perché l’unico albergo in cui trovò una camera libera era carissimo, così, il giorno dopo, inoltrò un reclamo al centralino del Mondo delle Idee. Anche la linea dei reclami è sempre sovraffollata; figuratevi che un giorno è arrivata la telefonata di un signore che reclamava perché gli era entrata in testa l’idea di contare tutti i granellini di sabbia della spiaggia dell’Adriatico e stava diventando matto! Fu proprio in seguito a quella telefonata che le idee si riunirono in assemblea e decisero di mettere un po’ d’ordine nel loro paese. Prese la parola un’idea che veniva dalla città degli inventori, la quale propose di inventare un capostazione, uno cioè che regolasse il traffico dei treni, gli arrivi e le partenze e, magari, desse anche un’occhiatina dentro le valigie, per accertarsi che tutto fosse in regola. isognava trovare la persona adatta a svolgere un compito così importante e delicato. Dopo avere riunito altre otto assemblee (le idee, si sa, fanno fatica a mettersi d’accordo), la scelta cadde sul signor Platone che abitava nel mondo delle idee da moltissimi anni, tant’è che le idee gli si erano affezionate e lo consideravano un po’ come il loro papà. Il signor Platone accettò volentieri l’incarico e il mattino dopo si presentò puntuale alla stazione, con un bel cappello rosso in testa e una paletta in mano. Quella mattina, c’era un grande traffico e il signor Platone si dava da fare come meglio poteva. A un tratto vide arrivare a tutta velocità un’idea distratta (la riconobbe subito, per via dell’aria un po’ trasognata) e decise di tenerla d’occhio. L’idea, che proveniva dalla città dei pittori, manco a dirlo, salì sul treno sbagliato. Anziché andare dall’artista che l’aveva chiamata, stava correndo da una cuoca che aspettava una buona idea per preparare un pranzo importante. In valigia, l’idea aveva solo una scatola di colori a tempera. Il signor Platone sorrise tra sé, pensando: Oggi inventeranno il risotto giallo!. E si leccò i baffi. Da quel giorno, il signor Platone chiuse spesso un occhio davanti alle idee distratte o buffe od originali. Perché, diceva saggiamente, il mondo è bello anche perché è variato!

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