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Ambiente > Animali

Il bambino e il cucciolo a quattro zampe

di Letizia D’Avino

- Fonte: Città Nuova

Far crescere un bimbo con un cane costituisce una grande opportunità, ma va fatto con responsabilità da parte dei genitori che devono sempre presenziare i momenti ludici per evitare possibili “incomprensioni” tra le due parti, che potrebbero sfociare in pericolose reazioni

 

bambino con cucciolo

Il cane è definito come un predatore carnivoro, e siccome la sequenza di caccia è innescata dal comportamento della preda che stimola l’impulso predatorio del cane, due sono i fronti su cui lavorare: la socializzazione e l’addestramento del cane da una parte e l’educazione del bambino (che talvolta può essere scambiato per una preda) dall’altra.

Per quanto riguarda il cane, poiché ormai della predazione, in questo animale, resta solo l’istinto (esso, infatti, non è più capace di concludere la sequenza di caccia e cioè di mangiare la sua preda, perché non sa più nutrirsi autonomamente) è solo l’impulso predatorio che va tenuto sotto controllo, istinto che, talora, può essere rivolto anche verso i bimbi che spesso si comportano come prede, ed è possibile farlo attraverso la socializzazione.

Ciò significa che il cane dovrà essere abituato ai bimbi; dovrà vederli frequentemente, annusarli, conoscerli, interagire con loro il più possibile fin da cucciolo (dai 2 ai 4 mesi), solo così potrà rispettarli e non scambiarli per prede.

La stessa cosa può essere fatta con gatti, conigli ecc. se non vogliamo che diventino prede del nostro amico a quattro zampe. Se, invece, il cane ha oltrepassato il periodo corretto per la socializzazione (2-4 mesi) possiamo ovviare con l’obbedienza, insegnando al cane, per esempio, il “fermo” di fronte a bimbi che corrono o urlano, il “resta”, il “vieni”, il “terra”, il “seduto”.

(A cura della dott.ssa Letizia D’AvinoCentro medico veterinario “Zoe”, via Aldo Moro 75, Somma Vesuviana, Napoli)

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