Cari amici e care amiche, oggi è il mio primo giorno da ex direttore di Città Nuova, dopo tre anni intensi e pieni di significato passati con voi. Mi sento da una parte un po’ triste per una bella esperienza che finisce (anche se continuerò a collaborare con Città Nuova), dall’altra sono orgoglioso di quello che abbiamo costruito insieme.
È importante questa parola, insieme, perché la ricchezza di Città Nuova è la comunità che la sostiene, una comunità che condivide «una precisa (e positiva) visione del mondo, una rete di azioni sul territorio, una presenza al confine tra sensibilità diverse, cercando di conciliare Vangelo e laicità, lavorando per la pace e curando, nel nostro piccolo, qualcuna delle ferite del mondo». Una comunità composta da cittadini del mondo, capaci di guardare con simpatia e condivisione anche gli altri Paesi oltre il proprio.
Lasciatemi ripetere anche la frase che scrivevo a inizio mandato, nel settembre 2023: «Città Nuova, immersa con i propri lettori nelle complesse sfide di oggi, offre il proprio punto di vista dando speranza a chi è in cerca di senso e facendo (per quanto possibile) sorridere il mondo». È proprio un bel lavoro cercare di «arricchire l’immaginazione dei lettori con “parole affascinanti”, con storie (reali) di bellezza, bontà e giustizia». Questo almeno ho cercato di fare, giudicherete voi se ci sono riuscito.
Anche la frase di Chiara Lubich, «lasciamo soprattutto allo Spirito Santo di fare il giornale», ho cercato di interpretarla stando molto in ascolto, prima di tutto delle idee e delle sensibilità dei colleghi di redazione e dei collaboratori, ma poi soprattutto delle vostre voci, cari lettori e lettrici, senza trascurarne nessuna, per piccola e flebile che fosse. Con la disponibilità a mettermi in discussione.
Termino con le parole di Luigino Bruni: «Città Nuova svolge un ruolo profetico e deve esserne cosciente. Deve quindi sempre più muoversi sulle tematiche che sono il suo e il nostro specifico: i dialoghi difficili, i dialoghi profetici». Auguro al nuovo direttore, Riccardo Barlaam, che firmerà come primo numero della rivista quello di dicembre, di navigare sempre con la vostra fiducia e il vostro sostegno, come è stato per me.
Ciao, un abbraccio e a presto
Giulio
