Giovani, aprite la strada

Nel contesto di Matera Capitale della Cultura Europea, la redazione di Teens ha intervistato la presidente dei Focolari Maria Voce sul contributo dei giovani nella costruzione dell’Europa, sulla ricerca del bene comune e su come superare l’odio e l’individualismo.
Maria Emmaus Voce

Noi giovani spesso ci sentiamo molto criticati e non coinvolti dal mondo degli adulti ma nonostante ciò vorremmo essere anche noi portatori di un’Europa a colori, quindi cosa possiamo fare per portare il nostro contributo in un mondo così adulto?
«Il mondo è aperto ai vostri contributi anche se a voi sembra sempre di essere criticati, può darsi, allora io chiedo scusa a nome degli adulti perché mi criticano, ma io vi assicuro che se non ci foste voi a portare questo ideale l’Europa non andrebbe avanti, voi siete la speranza per il mondo. Quindi come potete fare per portarlo? Vivetelo, vivetelo e vivete bene i colori».

Nel discorso appena pronunciato a Matera, nel corso del convegno dal titolo “Abitare lo spazio e il tempo. La cultura dell’unità al servizio della città”, Maria Voce aveva infatti fatto riferimento alla visione del mondo “a colori” in cui ogni aspetto della vita può essere sintetizzato in un colore dell’arcobaleno. Tutto il Movimento dei Focolari, con le nuove generazioni in prima linea, è impegnato ad approfondire ogni anno uno di questi aspetti.

E se il 2019 è stato “l’anno del rosso”, in cui ci si è concentrati sui temi dell’economia, del lavoro e della comunione dei beni, il 2020 si accinge ad essere “l’anno del giallo”, e cioè dei diritti umani, della pace, della legalità e della giustizia. Percorsi che per i ragazzi sono un’espansione del progetto #FameZero, in cammino verso un mondo senza fame, secondo gli obiettivi dell’Agenda ONU 2030.

Continua Maria Voce: «Adesso avete questi meravigliosi colori da vivere durante l’arco degli anni. Stiamo concludendo il “sentiero rosso”, ma non è che finiamo di vivere il “rosso”, non è che finiamo di vivere la comunione a tutti i livelli. Ci apriamo adesso all’anno della legalità, i diritti umani, la pace e ci dobbiamo lavorare, lavorare con tutte le forze, facendo di tutto affinché l’idea della pace diventi un’idea universale, cioè che tutti condividono. E voi praticatela! Voi avete la forza di dirlo nelle vostre scuole, ai vostri compagni, ai professori e alle professoresse: noi crediamo nella pace. C’è la guerra? Non ci importa, noi crediamo nella pace e andiamo avanti. Voi avete la forza per farlo, coraggio!!».

Capita a volte di essere sopraffatti dalla ricerca del proprio bene e del proprio interesse ignorando quello degli altri. Come un giovane può convincere un suo coetaneo che il bene comune è la scelta migliore?
«Non deve convincere il suo coetaneo, ma deve convincere se stesso e vivere così! Se vivrà così il coetaneo si accorgerà che c’è una marcia in più, si accorgerà che vale la pena di vivere per qualcosa di più grande del bene personale e sarà felice, perché ognuno è felice di fare cose grandi, solo che non sa che c’è una strada. E voi dovete aprire la strada ai vostri coetanei».

E che cosa possiamo fare per non lasciarci scoraggiare da atteggiamenti sempre più pressanti che incitano all’odio e all’individualismo anzichè all’integrazione e alla fraternità?
«Bisogna stare uniti fra di voi. Per non lasciarsi scoraggiare bisogna avere la forza dell’unità perché è vero che se si è da soli si perde la forza, si perde la gioia di vivere così. Invece se siete uniti fra di voi troverete sempre una nuova forza per andare all’attacco di queste cose contrarie che vogliono spegnere la vostra gioia. Ecco, voi non lasciatevi spegnere. Avete una fiammella che dovete tenere accesa e che anzi, deve vivere sempre di più, deve alzarsi sempre di più».

A cura di Sara Cason e Sofia Nicolardi – Redazione di Teens

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