Fairbnb, la piattaforma per prenotare vacanze solidali

Attraverso la nuova piattaforma Fairbnb per promuovere il turismo solidale, il 50 per cento delle commissioni servirà per finanziare un progetto locale scelto dal turista.

Secondo un’indagine di Confturismo in collaborazione con SWG, le vacanze degli italiani post coronavirus, saranno brevi e dedicate principalmente al mare e alla montagna, lasciando da parte le città d’arte.

Una decisione che non può non avere effetti negativi sulle strutture locali, a risentirne saranno infatti albergatori, ristoratori, servizi commerciali che durante il periodo estivo confidano sui turisti per aumentare gli affari, da qui una catena di perdite difficile da fermare. Pensare ad un turismo solidale, che rispetta la comunità e promuove i progetti locali è l’obiettivo di Fairbnb.coop, una cooperativa con sede a Bologna che si pone come alternativa alle piattaforme per la prenotazione degli alloggi più famose, promuovendo un turismo solidale ed attento alla comunità locale.

«Il progetto entra nel vivo nel 2018 – ci spiega Simone Savona, coordinatore del nodo locale di Genova – dopo l’incontro tra vari gruppi che già si occupavano del fenomeno, soprattutto nei centri storici delle grandi città dove l’aumento dei flussi turistici ha portato nel tempo all’esclusione di fasce di abitanti che non potevano più permettersi affitti troppo alti».

L’idea di Fairbnb.coop parte da questo per cercare di attenuare le ricadute negative del turismo sulle comunità locali. L’eticità della piattaforma si declina in due modi: gli Host ammessi a pubblicare annunci sulla piattaforma devono dimostrare di avere una regolare registrazione della struttura, proprio per garantire la trasparenza, inoltre ogni Host può mettere a disposizione una sola abitazione per cercare di scoraggiare la speculazione tipica dei grandi gruppi immobiliari che negli ultimi anni hanno fatto incetta di appartamenti soprattutto nei centri storici, tagliando fuori dal mercato i residenti e portando ad un impoverimento della comunità ed alla metamorfosi del tessuto urbano.

Chi prenota con Fairbnb, invece, può scegliere a chi destinare la metà della commissione che si paga normalmente a tutte le piattaforme utilizzate per prenotare gli alloggi. Il sito mette a disposizione una lista di progetti sociali che si trovano nella città che si decide di visitare. «A Genova ad esempio – continua Savona – in questa fase iniziale abbiamo selezionato due progetti: i ricavi potranno essere donati al centro di ridistribuzione delle eccedenze alimentari, progetto della Comunità di San Benedetto al Porto, o al Laboratorio Mediterraneo, uno spazio nel centro storico portato avanti da giovani migranti che forniscono attività di assistenza lavorativa e scolastica, oltra a laboratori multiculturali».

Inoltre, in Italia è attiva una campagna lanciata dopo la pandemia, per cui le prenotazioni vanno a finanziare le raccolte fondi regionali a sostegno del personale sanitario delle strutture sanitarie di Bologna, Venezia e Genova.

La piattaforma è ancora in versione Beta, ma è già possibile prenotare nelle sei città pilota: Genova, Bologna, Venezia, Amsterdam, Barcellona e Valencia. Inoltre l’idea sta rimbalzando velocemente anche in altre capitali europee dove si stanno costruendo reti locali, con l’obiettivo offrire un’alternativa centrata sulla comunità che dia la priorità alle persone rispetto al facile profitto.

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