Sfoglia la rivista
1 9 5 6 A N N I 2 0 2 6

Firme > Accendere l'immaginazione

Ideale

di Giulio Meazzini

Liberi gli ostaggi israeliani. Finalmente! Come fare per pacificare anche le menti e i cuori? Visto che presto sarà Natale, forse potremmo fare una pazzia e seguire il consiglio di John Henry Newman di «confidare gli uni agli altri il segreto dei nostri cuori». Potremmo provare a raccontarci a vicenda l’Ideale che muove le nostre vite. Ecco il mio.

Comincio con l’immagine di me ragazzo, seduto nella panca della cucina del focolare, in compagnia di un popo anziano e sapiente che mi spiegava: «Se ora, qui, io e te ci vogliamo bene, Dio da lassù ci vede prima come una cosa sola, poi come due persone distinte». L’unità, non la fusione, e poi la distinzione. Pazzesco, è possibile! Questa è la prima cosa che mi ha affascinato nella Spiritualità dell’unità, quell’atmosfera tra noi che una volta trovata non ho più voluto perdere. Un carisma di luce, il carisma del “Dove due o più…”.

Subito dopo, metterei queste parole di Chiara Lubich: «Ecco la grande attrattiva del tempo moderno: penetrare nella più alta contemplazione e rimanere mescolati tra tutti, uomo accanto a uomo. […] Fatti partecipi dei disegni di Dio sull’umanità, segnare sulla folla ricami di luce e nel contempo dividere col prossimo l’onta, la fame, le percosse, le brevi gioie».

Ma quale Dio? Un Dio che «per amore ha creato ogni cosa ed ha nascosto amore dentro appparenze di morte e di dolore». Un Dio che «ha il potere incomprensibile di farsi debole» [Newman], fino a farsi cacciare fuori dal mondo. Un Dio che, sempre per amore, si lascia mettere in croce sperimentando l’abbandono da parte del Padre, quindi diventa “senza Dio”. È proprio il Dio di oggi.

«Gesù Abbandonato! L’importante è che, quando passa, noi stiamo attenti a sentire quello che ci vuole dire, perché ha sempre cose nuove da dirci. Gesù Abbandonato ci vuole perfetti: è l’Unico Maestro Gesù ed Egli si serve di tutte le circostanze per plasmarci, per smussare gli angoletti del nostro carattere, per santificarci. L’unica cosa che dobbiamo fare noi è prendere tutte queste voci delle circostanze come voce Sua. Tutto ciò che succede attorno a me succede per me, è tutt’un’espressione corale dell’amore di Dio a me.

Chiara (12-7-49 Trento)».

E ancora: «Amare la patria altrui come la propria». La cultura, il partito altrui come il proprio. Allora sono cittadino del mondo e vivo per la pace e il mondo unito.

Ho finito lo spazio, ma l’ultima parola è per Maria, «la Bellezza del Padre». Abbiamo una mamma in cielo, siamo fortunati!

E voi, cari lettori e lettrici, quale Ideale riempie di senso la vostra vita?

Riproduzione riservata ©

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile e
i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza! Per informazioni:
rete@cittanuova.it

Condividi

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876