Donna, non solo madre

Che fine fa la femminilità dopo il parto? In che modo la coppia compartecipa della sua fioritura o della sua scomparsa? Quali vissuti possono attraversare l’intimo di una donna e cosa può sostenerla in una nuova ridefinizione di sé? Una riflessione.

Dopo la nascita di un figlio che calamita l’attenzione, la coppia attraversa una fase di assestamento in cui ricercare un nuovo equilibrio e riprendere una “normale” funzionalità. Essa si compone di spazi personali, di coppia e di nucleo familiare; di tempo occupato e tempo libero; di intimità, progetti, dialogo e molto altro ancora.

Abbiamo già detto quanto è importante non dimenticare di vivere simultaneamente tutti i ruoli che ciascuno riepiloga in sé. Sappiamo però che ci sono fasi cicliche, nella vita personale e della famiglia, in cui l’equilibrio viene stravolto e occorre ricercarne uno nuovo.

Una donna lamentava, dopo la nascita di un figlio, di non sentire più la complicità del marito, di non sentirsi ricercata e del venir meno degli spazi di intimità. Le sembrava che le attenzioni del partner fossero tutte rivolte al nuovo arrivato. L’essere stata genitrice del figlio e ora la sua nutrice, di essere la coordinatrice di casa e di non trovare più una propria dimensione al di fuori di queste funzioni, la portavano a pensare che la sua femminilità potesse non essere più attrattiva. Si sentiva esclusa, non vista, non valorizzata.

Vissuti simili trovano una loro conformazione nella depressione post-partum, ma più genericamente sono il segnale d’allarme che qualcosa di insolito sta avvenendo e che occorrerebbe ripensare i sistemi di accudimento e di cura tra i membri della famiglia.

Il sostegno amorevole del partner, una attenzione inaspettata, la possibilità di usufruire di un aiuto in casa e la capacità di prendersi del tempo per tornare ad occuparsi di sé e della dimensione di coppia possono aiutare molto. L’isolamento e la mancanza di sostegno, così come la difficoltà a chiedere aiuto o ad esprimere i propri vissuti e bisogni, sono elementi molto importanti: sono quelli entro i quali la depressione post-partum più facilmente si manifesta. La possibilità, per la donna, di essere ascoltata e di sentirsi compresa ed accettata diventa determinante per la ripresa di un contatto con sé stessa. Il confronto con altre donne che le rimandano la normalità di ciò che vive, che riportano esperienze passate e già superate, offre slanci di ottimismo e dà forza.

Specularmente, anche gli uomini possono lamentare un rapporto cambiato, fatto di tanti doveri e pochi spazi per sé e per la leggerezza. Essi lamentano a volte una certa trascuratezza della donna, che improvvisamente viene assorta dal ruolo di mamma e dimentica il suo lato femminile. Da qualunque parte arriva la segnalazione, è importante cogliere il segnale che essa porta con se e cioè che ora l’uno, ora l’altro partner stanno trascurando un qualche proprio bisogno e che si ha necessità dell’altro, che come uno specchio ne riflette il contenuto, sia per rendersene conto che per superarlo.

È da precisare che ogni persona ha una sua personale reazione in tali circostanze, che molto è legato a come venivano vissuti i propri ruoli già prima dell’arrivo del figlio, in parte anche per la propria educazione e le proprie credenze. Alcune donne si identificano nel ruolo materno e fanno fatica a dare spazio agli altri ruoli di donna, di moglie e di amica, mentre altre sentono forte il bisogno di non abbandonarli del tutto.

Alcuni uomini hanno di per sé stessi difficoltà ad inserirsi nel rapporto madre-figlio guardato quasi con sacralità, altri trascurano e non comprendono i tempi di ripresa del post partum, altri affiancano e si interscambiano con naturalezza.

La lamentela funge in ogni caso da sprone per chiedere all’altro di empatizzare con il proprio bisogno del momento (sia che esso sia già chiaro sia che lo debba ancora diventare), di riconoscerlo e di offrirsi sostegno. In questo modo si possono più velocemente ristabilire i giusti equilibri tra i componenti e ciascuno può vivere appieno il suo proprio ruolo.

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