Il desiderio di un figlio

Prima di nascere un bambino ha bisogno di uno spazio mentale, l'origine di una creatura ha luogo nell'immaginario condiviso dei due partner, nasce nel pensiero, così sosteneva Donald Winnicott negli anni '80 e ancora rappresenta un assunto valido per la psicologia contemporanea

Anticamente la maturità della vita adulta di una persona veniva rappresentata dall’uscita dalla casa di origine, oggi, spesso è la decisione di avere un figlio che caratterizza questo passaggio evolutivo. Il movimento della coppia dalla diade alla triade è un momento delicato, naturale e critico allo stesso tempo. La nascita di un bambino trasforma l’intera famiglia, non solo quella dei partner che diventano genitori, ma anche di tutta la famiglia allargata (che da genitori diventano nonni).

Il desiderio di avere un figlio dal punto di vista psicologico ha varie sfaccettature, di base la procreazione ha da sempre permesso la conservazione della specie e nelle diverse epoche storiche ha assunto vari significati (come la trasmissione dell’eredità). Il desiderio di essere genitori ha in sé varie motivazioni da quelle di tipo individuale, a quelle di coppia, delle rispettive famiglie d’origine che sollecitano verso la procreazione, a fattori sociali. Oggi, sappiamo bene come l’età della progettualità procreativa si sia spostata in avanti nel tempo, nella maggioranza dei casi un figlio viene cercato e voluto in un determinato tempo e se ci sono delle condizioni. È diventata un’esperienza privilegiata.

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Loredana Cena e Antonio Imbasciati, esperti di psicologia clinica perinatale, scrivono che tra le motivazioni alla decisione di avere dei figli le ricerche evidenziano il desiderio di continuità, il senso di immortalità e di sopravvivenza. Affinchè possa avvenire positivamente la transizione dalla coniugalità alla genitorialità sembra necessario un distaccamento da parte dei partner dalle rispettive famiglie di origine, all’interno di questo processo la coppia si ridefinisce attraverso passi maturativi di tipo relazionale e di trasformazione nella rappresentazione di sé. A volte mi capita di accompagnare persone o coppie verso questa decisione, la scelta pone il singolo e la coppia davanti non solo alla propria capacità procreativa, ma anche alla capacità di assumersi responsabilità, si è dunque davanti a una possibilità evolutiva del processo di identità.

La gravidanza e la nascita sono esperienze tra le più profonde e le più comuni nella vita di una coppia. La generatività/genitorialità inizia molto presto nell’immaginario e nella storia dello sviluppo intrapsichico e dei rapporti interpersonali di ciascuno. Quando arriva questo momento, si attivano fantasie legate alla propria storia familiare, ed è un nuovo momento della storia della coppia che rende ancora più tangibile l’unione tra i due. Un figlio è un prodotto comune di storie diverse. Il desiderio di un figlio è dunque un processo complesso che porta con sé desideri consapevoli di immortalità, identificazione con i propri genitori, rappresentazioni e significati che ciascuno può attribuirvi. Per alcuni rappresenta anche il superamento del narcisismo individuale a favore di qualcun altro verso cui sacrificarsi, come atto donativo e di dedizione. Nella maggior parte dei casi questo desiderio si realizza e per alcune coppie questo non avviene per problemi d’infertilità (questo lo approfondiremo più avanti). La scelta di avere un figlio può attivare, dunque, paure e domande esistenziali che richiedono risposte. La generatività è un momento evolutivo, una crisi, che genera il nuovo. Un passo verso una vita!

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