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Italia > Società

Contro lo spreco alimentare e in aiuto dei meno fortunati

di Giulia Martinelli

- Fonte: Città Nuova


I frigoriferi solidali si trovano vicino le strade, spesso accanto ad un alimentari o ristorante, ognuno può riempirli con alimenti di prima necessità e bevande che altrimenti andrebbero buttate e chi ne ha bisogno può usufruirne gratuitamente

frigo solidale

L’idea è partita dalla Spagna ma ormai si sta diffondendo anche in Brasile, Argentina, India, Olanda e Germania, si tratta dei frigoriferi solidali che permettono alle persone di non buttare il cibo che sta per scadere e ai meno fortunati di prelevare gratuitamente beni alimentari e bevande. Ogni anno, nel mondo, miliardi di tonnellate di cibo vengono gettati nella spazzatura, nella maggior parte dei casi si tratta di cibo che può essere ancora consumato ma che gli esercizi commerciali non possono più vendere al pubblico. Al mondo, oltre un miliardo di persone vive in povertà e le guerre in atto hanno alzato ancora di più questi numeri. In alcuni paesi è nata quindi un’idea semplice che permette di diminuire gli sprechi alimentari e contemporaneamente riduce la povertà dando la possibilità ai più bisognosi di usufruire di un frigorifero all’aria aperta, accessibile 24 ore su 24.

 

Chiunque può sostenere l’iniziativa: cittadini, ristoratori, supermercati che invece di buttare ogni giorno tonnellate di alimenti che, seppur ancora buoni, non possono essere più venduti al pubblico, possono riempire i frigoriferi sociali. Per evitare intossicazioni alimentari però sono state date alcune regole: non si possono lasciare nel frigo cibi scaduti, uova, carne e pesce crudo. Via libera invece al cibo preparato in casa che deve però essere correttamente mantenuto e deve riportare sempre un’etichetta con la data di preparazione. Prendendo spunto dai progetti di foodsharing berlinesi, Alvaro Saiz, cittadino spagnolo, insieme ad altri volontari, ha pensato per primo a questo progetto aprendo il primo frigorifero sociale a Galdakao, nel nord della Spagna e subito altre città hanno deciso di seguire l’iniziativa.  In Brasile, ad occuparsi dei frigorificos solidarios, sono i volontari che controllano il cibo e le scadenze ma soprattutto si impegnano affinché i frigoriferi siano sempre pieni.

 

E dopo l’Argentina, dove il primo passo è stato fatto dal proprietario di un ristorante nella provincia del Rio Negro, è il momento dell’India. Qui, nella località di Kochi, è sorto da poco un frigorifero solidale che la popolazione locale chiama “Nanma Maram” e cioè “Albero della vita”, gestito completamente dalla proprietaria di un ristorante che si impegna giornalmente a riempirlo con 50 pasti, nella speranza di poter sfamare i senza tetto della sua piccola comunità e sensibilizzare tutti i cittadini.   

Riproduzione riservata ©

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