«Parroco pienamente dedito al suo popolo, umile e premuroso nella carità pastorale. Il suo esempio di prete centrato sull’essenziale sia di stimolo ai sacerdoti di oggi ad essere fedeli nella quotidianità vissuta con semplicità e austerità». Con queste parole papa Leone XIV ha descritto don Salvador Valera Parra, proclamato beato il 7 febbraio scorso a Huércal-Overa, in Spagna. La celebrazione eucaristica è stata presieduta dal cardinale Semeraro, prefetto del Dicastero per le cause dei santi, che nell’omelia ha voluto ricordare la testimonianza di fedeltà al Signore di don Varela e l’amorevole cura che aveva verso tutti. «Una vita spesa per le tante persone, specialmente infermi, poveri e bisognosi di tutto che percorrevano le strade e abitavano le case di questa terra», ha sottolineato parlando del beato. «Egli è stato un Vangelo vivente: ha tutto e tutti guardato con gli occhi di Gesù; ha tutto e tutti amato con il cuore di Gesù. È un modello e un esempio per noi. È anche questa la missione dei santi».

Salvador Valera Parra. (ph Wikipedia)
Per la sua dedizione, l’ascolto compassionevole, la preghiera e il servizio alle persone povere e malate, don Salvador Valera Parra è stato sempre ricordato come «il Curato d’Ars spagnolo», esempio di fede, umiltà e carità. «In lui il titolo di cura ha assunto il significato più vero. Deriva, infatti, dal latino cura animarum che vuol dire letteralmente amare le persone, stare a loro vicino, comprenderne i problemi, sollevare le sofferenze», ha detto il cardinale Semeraro. «Il nostro beato si è trovato a vivere proprio qui, in questo territorio, pure eventi particolarmente critici, come le epidemie di colera e i movimenti sismici che provocarono distruzioni e vittime, disastri ambientali… ma non fuggì; rimase vicino visitando gli ammalati, soccorrendo i più deboli, assistendo gli anziani. Davvero questa è, prima di tutto la cura animarum!».
Don Salvador Valera Parra si è distinto per molte opere di carattere spirituale e sociale non soltanto durante le epidemie di colera e i terremoti, ma anche in occasione di alluvioni e incendi, che ha collaborato attivamente a spegnere impegnandosi, poi, in una raccolta fondi per aiutare le persone che avevano bisogno. Si è preso cura dei malati che andava sempre a visitare portando loro aiuto spirituale e materiale. Insieme a santa Teresa Jornet, fondatrice delle Piccole Sorelle per gli Anziani Abbandonati, nel 1885 ha fondato una casa di cura e di ricovero per gli anziani.
Sacerdote con una profonda fede in Dio che attingeva da una intensa vita di preghiera, don Salvador Valera Parra sapeva trasmettere a tutti la sua spiritualità eucaristica e mariana, in particolare la devozione alla Vergine de los Desamparados venerata a Huércal-Overa e conosciuta come la “Virgen del Rio”.
Predicatore dalla parola semplice ma appassionata, è stato soprattutto un testimone di carità. Vissuto in un’epoca storica in cui in Andalusia c’era tanta povertà, si è sempre messo al servizio degli “ultimi”, condividendo la sua mensa e i suoi abiti con chi era privo del necessario per vivere. Aveva il dono di sapere portare conforto e guidare le coscienze e, a imitazione di Gesù Buon Pastore si prendeva cura delle persone, soprattutto quelle più fragili, con semplicità, silenziosa dedizione e fedeltà perseverante. La memoria popolare ricorda diversi episodi nei quali il suo intervento prudente ha contributo a evitare calamità o ad attenuarne l’impatto.
In occasione della sua beatificazione, i vescovi di Almería, Cartagena e Getafe hanno scritto una lettera pastorale per ricordarne la testimonianza e sottolineare come la vita di un sacerdote vissuto agli inizi del 1800 sia ancora capace di interpellare le coscienze. «Don Valera ha vissuto una vita semplice tra la sua gente. Una vita umile che parlava di Dio, illuminando l’oscurità dei diversi volti della sofferenza e della desolazione politica, sociale e religiosa. Ha parlato con le parole, con il cuore e con una vita dedicata al servizio fino alla fine», scrivono in vescovi esortando tutti a percorrere il cammino di santità. «Guardiamo all’esempio di don Valera per continuare a camminare senza scoraggiarci, perché abbiamo la forza dello Spirito Santo. Lasciate che la grazia del vostro Battesimo porti frutto in un cammino di santità».