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In profondità > Verso l'Assemblea del Focolari/21

Al centro del rinnovamento

di Roman Siebenrock

Il Movimento potrà solo dare e trasmettere ciò che è il suo nucleo più intimo: l’esperienza di Gesù abbandonato. Da Città Nuova n. 2/2026

Caro Johannes, sono convinto che ora, dopo la morte di Chiara e delle figure fondatrici che hanno lasciato un segno indelebile, il Movimento sia messo alla prova per vedere se il carisma può intraprendere anche la via della “tradizione culturale”. In altre parole: se il carisma può sostenere sé stesso anche quando il fascino della generazione fondatrice non è più vivo, nonostante tutti i video e le moderne tecniche di documentazione.

Ogni comunità, ogni società, quindi anche la Chiesa e al suo interno i vari Ordini e Movimenti, devono intraprendere questo cammino se non vogliono scomparire dalla storia insieme alle loro origini. Devono chiarire ciò che in passato veniva spesso deciso e chiarito dal fondatore, attraverso la formazione di istituzioni e procedure vincolanti. […]Penso che debbano essere mediate tra loro le seguenti dimensioni:
– La situazione di fede: è caratterizzata dal fatto che “Dio” potrebbe andare perduto, cioè che la parola Dio non sarebbe più compresa;
Identità: in questo periodo è spesso caratterizzata da demarcazione, contrapposizione e superiorità; oppure viene fondamentalmente abbandonata; ma poiché questo non è possibile per la stragrande maggioranza delle persone, spesso ricadiamo nelle note forme di violenza: identità attraverso ostilità;
All’interno della Chiesa, le correnti più disparate lottano tra loro senza ascoltarsi veramente, senza cercare e dialogare tra loro; … l’esperimento «Cattolico» (un’identità che non deve necessariamente essere in contrasto, secondo Henri de Lubac) è minacciato.

In questa situazione, il Movimento potrà solo dare e trasmettere ciò che è il suo nucleo più intimo: l’esperienza di Gesù abbandonato. Per me questa opzione deve essere al centro di tutte le riflessioni. Potrebbe darsi che il Movimento stesso venga messo alla prova per vedere quanto prende sul serio il messaggio della sua fondatrice, che conosceva un solo Sposo: Gesù abbandonato. Tutto ciò che fate, dovete dunque vagliare sempre alla luce dell’esperienza di Gesù abbandonato, renderla palpabile, riecheggiante. Sono convinto che nell’oggi avete davvero un grande dono da offrire alle persone: a chi sta dentro la Chiesa e a chi ne sta fuori. […]

Far assaporare ciò a tutte le persone sarebbe per me il centro di ogni riforma e rinnovamento del Movimento. Con questo intendo dire: sarebbe bello se questa esperienza fosse condivisa in modo fondamentale con tutti (creare gruppi per dialogare sulla fede, circoli biblici…), senza guardare ad eventuali nuove leve del Movimento. […] Se intraprendete tali percorsi, rinunciate al controllo sulle vostre azioni. Ma allora ascoltate attentamente ciò che vi diranno le persone che non hanno (quasi) mai sentito parlare del Movimento. In questo modo potrete acquisire dall’esperienza degli altri il vostro carisma in modo nuovo e diverso.

Potete osare trasmettere il vostro carisma agli altri in modo “disinteressato”; perché, come dice la parabola del chicco di grano, ve lo restituiranno in abbondanza.

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