Accogliere tutti “A braccia aperte”, la sfida inclusiva dell’Azione cattolica italiana

Presentati nella sede storica dell'Azione cattolica italiana, in via della Conciliazione a Roma, l'incontro con il papa del 25 aprile, la XVIII Assemblea nazionale elettiva e il bilancio di sostenibilità dell'associazione.
Da sinistra, Michele Tridente, segretario generale Azione Cattolica italiana, mons Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale, il presidente Giuseppe Notarstefano, il vicepresidente del settore adulti Paolo Seghedoni. Foto di Sara Fornaro.

«A braccia aperte è uno stile con cui oggi vogliamo vivere la sfida di essere un’associazione capace di fare spazio a tutti, un’associazione veramente inclusiva, in cui le persone si possano sempre sentire riconosciute, volute bene, accompagnate da una rete di amicizia e di fraternità e immesse in questo flusso straordinario che è il cammino della comunità». Giuseppe Notarstefano, presidente dell’Azione cattolica italiana, parla degli obiettivi dell’associazione che conta 221.598 soci, 219 sedi operative, 4.953 organizzazioni territoriali, 12.300 gruppi attivi in tutta Italia e 16,5 milioni di ore donate in un anno.

Intervenendo alla conferenza stampa di presentazione dell’incontro nazionale del 25 aprile in piazza san Pietro con papa Francesco, con diretta su Rai 1 dalle 9.30, a cui parteciperanno oltre 50 mila persone di oltre 200 diocesi italiane, Notarstefano ha spiegato che «il cammino del popolo di Dio nella storia è sempre un percorso che si apre alle benedizioni che il Signore dà, anche in questo tempo» di guerra, dove rimbombano i colpi delle armi.

Il presidente di AC è preoccupato. «Forse – ha affermato incontrando i giornalisti nella sede storica di via della Conciliazione – ci stiamo troppo rassegnando, troppo abituando alla guerra. Invece bisogna lavorare per la pace, che è la forma con cui noi esprimiamo la nostra vita associativa, la nostra vita democratica, il nostro essere comunità quotidianamente. Dall’incontro nazionale vorremmo dare anche questo messaggio di pace, di artigianato di pace, come dice papa Francesco. Un lavoro continuo educativo, spirituale, di tessitura, di alleanze». Non mancherà un dono concreto per la Chiesa, che sarà indirizzato alle popolazioni martoriate della Terra Santa.

«Siamo contenti di poter esprimere tutto il nostro affetto e la vicinanza a papa Francesco, per la sua missione, anche sui temi a cui tiene in modo particolare e su cui sollecita la comunità ecclesiale». Per monsignor Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’ACI e dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, con il pontefice il tradizionale e profondo legame esistente tra l’Azione cattolica e la Santa Sede si è ulteriormente confermato e consolidato. L’incontro del 25 aprile – ha sottolineato – si inserisce in un cammino complessivo della Chiesa e nel processo sinodale in atto: il sinodo sulla sinodalità e il cammino sinodale della Chiesa in Italia.

Presidenza nazionale dell’Azione cattolica italiana 2021-2024

«Lo slogan scelto, “A braccia aperte”, vuole essere una traduzione sintetica, plastica, di questo camminare insieme, non come una realtà dispersa, ma – ha affermato monsignor Giuliodori – come comunità consapevole di dover procedere in maniera unitaria, ma anche sinergica, accogliendo e valorizzando le diversità e andando incontro a tutti gli uomini e le donne del nostro tempo».

Papa Francesco ha promosso percorsi importanti a tutti i livelli nella Chiesa, che vuole essere un ospedale da campo, in uscita, e l’Azione cattolica, afferma l’assistente ecclesiastico generale, «si sente particolarmente interpellata da questa linea». L’enciclica di Francesco Fratelli tutti, commenta Giuliodori, «è la piattaforma su cui si muove l’evento del 25 aprile, e lo slogan “A braccia aperte” è la sintesi di essere Fratelli tutti, che non è scontato e purtroppo lo vediamo anche a livello sociale e a livello internazionale, perché viviamo una stagione di grandi criticità, di chiusure e di pregiudizi che prevalgono. Noi vogliamo essere vicini al papa in questa missione di chiedere a tutti un rinnovato impegno di costruzione della fraternità, da cui discende la pace. Non può esserci pace senza fraternità, che è un processo lungo e impegnativo e noi ci sentiamo, come Azione Cattolica, fortemente impegnati in questo».

Come ha sottolineato il segretario generale dell’Azione Cattolica, Michele Tridente, la conferenza stampa è stata anche l’occasione per presentare il bilancio di sostenibilità del 2024, relativo al 2023, e il programma dei lavori della XVIII Assemblea nazionale elettiva dell’Azione Cattolica Italiana, dal titolo Testimoni di tutte le cose da lui compiute.

Nel documento economico si evidenziano entrate per 5.648.526,32 milioni di euro, legate in particolare alle adesioni (oltre 3 milioni) e ai ricavi da affitti (oltre 1 milione e seicentomila euro), e uscite per 6.324.508,15, con un passivo di 675.981,83 euro e un miglioramento rispetto al passato. Da notare che il bilancio di sostenibilità dello scorso anno è stato premiato, nei giorni scorsi, da Next Nuova economia per tutti e Corriere Buone notizie per gli Enti del Terzo settore.

Bilancio di sostenibilità dell’Azione cattolica italiana 2024 relativo al 2023.

Ma il valore sociale dell’Azione cattolica italiana si vede anche dalla rete di alleanze strette a vari livelli con associazioni e movimenti ecclesiali (Cnal, Retinopera, Movimento dei Focolari, Libera, Acli, Agesci…), dalle campagne promosse (Alleanza contro la povertà, Asvis, Mettiamoci in gioco, Chiudiamo la forbice, Ero straniero…) e dall’impatto che le iniziative avviate hanno sulle vite della comunità, da cui emerge – tra gli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu –, il tema della pace, come sottolineato dal vicepresidente del settore adulti Paolo Seghedoni, che ha anche evidenziato il lavoro che si sta portando avanti nell’associazione per promuovere un’effettiva parità di genere.

«Il nostro – ha affermato ancora il presidente Notarstefano – è un piccolo contributo, ma vogliamo darlo insieme a tanti altri che saranno con noi all’assemblea nazionale. Sebbene i numeri ci diano qualche piccola soddisfazione, in questi anni abbiamo preso consapevolezza di essere un’associazione piccola, umile, che non solo non può, ma non vuole camminare da sola. Vuole lavorare insieme alle altre, vuole essere un soggetto animatore della vita fraterna all’interno delle nostre città».

La fraternità, aggiunge il presidente di AC, è una sfida politica: «vogliamo lavorare insieme agli altri, costruire percorsi significativi di cittadinanza attiva, di impegno, responsabilità per il bene comune e di partecipazione piena alla vita delle comunità cristiane, con la capacità di dire a tutti che ciascuno ha un talento e un dono da dare, sulla linea di costruire per fare alleanze. Speriamo – conclude Notarstefano – di continuare a vivere così, a braccia aperte, per accogliere questo tempo nelle sue ambivalenze. Un tempo che è sempre abitato dal Signore, che continua a guidare la sua Chiesa nel cammino lungo la storia e ci chiede di aprirci con grande disponibilità a questo messaggio di pace, che chiede non solo la disponibilità di ciascuno di noi a fare spazio a uno stile di vita nonviolento, autenticamente pacifico, ma che deve essere anche capace di donarsi e di restituire nella gratuità la capacità di volere davvero il bene delle persone, il bene di tutti».

Dopo l’incontro del 25 aprile col papa, nel pomeriggio comincerà la XVIII Assemblea nazionale elettiva dell’Azione cattolica italiana, che si svolgerà fino al 28 aprile nella Fraterna domus di Sacrofano. Interverranno, oltre ad ospiti ed amici di altre associazioni e movimenti, il segretario di Stato vaticano Pietro Parolin, il cardinale Kevin Joseph Farrell, prefetto del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita, il cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle cause dei santi, il presidente della Cei, il cardinale Matteo Zuppi, il cardinale Mario Grech, segretario generale della Segreteria generale del sinodo.

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