Dal 28 settembre al 5 ottobre si celebra in molte parti dell’India il Navratri, un festival indù molto popolare che dura nove giorni, o meglio, come recita il nome, nove notti. Infatti, Navratri deriva da nav – nove – e ratri – notte. È una festa celebrata sia in India che all’estero da parte degli indù, ma è particolarmente importante negli stati del Gujarat e del Bengala, dove spesso la vita si ferma per tutti questi giorni e le celebrazioni avvengono non solo nei templi indù, ma anche per le strade, bloccando il traffico e coinvolgendo i passanti.
Si tratta di una festa in onore della Dea Madre, la divinità femminile, portatrice della vita e fonte di fertilità. Per questo i primi tre giorni sono dedicate a Durga, divinità guerriera femminile, particolarmente celebrata a Kolkata (Calcutta) e nello stato del Bengala, dove l’intero periodo prende il nome di Durga Puja. I tre giorni successivi vedono una devozione particolare rivolta a Lakshmi, la divinità, anch’essa femminile, della ricchezza. Infine i tre giorni conclusivi celebrano Saraswati, divinità della conoscenza. Proprio in collegamento con le celebrazioni per la Dea Madre, che s’identifica nelle tre divinità femminili, si procede alla semina, chiedendo alla Terra Madre di nutrire e sfamare i suoi figli. Navratri si celebra infatti all’inizio della nuova stagione dell’autunno particolarmente importante come lo è quella della primavera. Sono infatti le due stagioni che portano diverse festività nelle tradizioni dell’India, profondamente legate ai ritmi della natura, della semina e dei raccolti.
Il periodo è caratterizzato anche da digiuni, da dieta strettamente vegetariana e dalla recita del japa, una sorta di rosario che permette al fedele di ripetere il nome della Dea Madre con diversi appellativi e frasi di celebrazione e adorazione nei suoi confronti.
Se nella città di Kolkata le celebrazioni si concentrano su Durga, nello stato del Gujarat, sulla costa occidentale dell’India a nord di Mumbai, Navratri è famoso per il "Dandiya Raas", durante il quale si balla in gruppo con bastoni fra le mani che vengono colpiti a ritmo regolare e coinvolgente. La parte centrale delle festività sono concentrate, infatti, nelle notti, durante le quali si danza coinvolgendo piccoli, giovani ed anziani. Sono danze che trasmettono con il loro ritmo inconfondibile un’atmosfera di celebrazione e di entusiasmo. Chi balla veste sari o kurte dai colori sgargianti, finemente lavorati e con specchietti che aggiungono eleganza e luminosità alla celebrazione.
Le celebrazioni si concludono con il decimo giorno di festa, chiamato Dassera.
