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Persona e famiglia > Noi due

I “confini” familiari

di Benedetta Ionata

- Fonte: Città Nuova

Il confine relazionale è ciò che separa le persone e permette di distinguere le singole identità e personalità. Come sono i confini della tua famiglia, diffusi o rigidi?

Spesso per l’individuo la famiglia è il primo ambiente di cui fa esperienza, e un rapporto armonico con i familiari tende a favorire una crescita equilibrata della sua personalità. Questo rapporto armonico viene garantito dal cosiddetto «confine generazionale», ovvero quel confine che tiene separate le diverse generazioni lungo la linea delle responsabilità nei confronti dell’altro.

Cosa si intende per confini familiari? I confini familiari vengono considerati come una linea immaginaria, ma allo stesso tempo anche molto concreta, che delimita alcuni membri della famiglia rispetto ad altri, pur permettendo a tutti di mantenere una vicinanza affettiva. In ogni occasione di cambiamento che si presenta all’interno della famiglia, ognuno dei suoi componenti individualmente sarà chiamato ad allargare o stringere i propri confini in modo tale che l’organizzazione familiare risulti sempre equilibrata.

Il confine per definizione ha una funzione di separazione, così il confine relazionale è ciò che separa le persone e permette di distinguere le singole identità e personalità. Il processo di differenziazione e individuazione che caratterizza la crescita dell’individuo, con i suoi bisogni, gusti, preferenze, modi di pensare e sentire può essere agevolato o ostacolato a seconda della tipologia di famiglia in cui è cresciuto e del tipo di confine familiare vissuto all’interno di essa.

La famiglia funziona quando i suoi confini vengono definiti «flessibili», ovvero i genitori permettono ai figli di sperimentarsi esercitando un controllo né apprensivo né restrittivo, in modo da permettere al figlio di fare esperienze in sicurezza. I genitori sono capaci di fornire regole spiegate e motivate e imparano l’arte della negoziazione con i figli mano a mano che crescono. La famiglia non solo è il contesto in cui sperimentare la libera espressione di idee, talenti, emozioni, ma anche dove trovare accettazione, sostegno, incoraggiamento e amore incondizionato. In un contesto del genere si possono individuare le basi per un adulto che è consapevole di sé e in grado di creare relazioni significative.

I confini definiti invece «disfunzionali» quali sono? Sono quelle famiglie che presentano due tipi di confini: i confini diffusi e i confini rigidi.

I “confini diffusi” lasciano passare troppe informazioni, i ruoli sono confusi quindi i problemi di uno sono i problemi di tutti e vanno a creare la famiglia definita «invischiata». Sono quelle famiglie con confini labili, i bambini diventano amici e confidenti, contenitori di ansie e preoccupazioni e si ritrovano ben presto a rinunciare a se stessi e a fare da adulti ai loro genitori. È evidente come con queste caratteristiche della struttura familiare, venga limitato e reso impossibile lo sviluppo dei processi di autonomizzazione e di individuazione.

I “confini rigidi”, invece, non permettono la comunicazione, non ci si sente visti, accolti e ascoltati e generano la famiglia «disimpegnata». In queste famiglie vengono imposte regole e modi di pensare, a discapito della libera espressione di sé. Il figlio quindi non può scegliere, né avere un proprio modo di pensare, e per appartenere a questa famiglia deve compiacerne i membri accettando scelte che non sente sue. Per questo può essere molto semplice venir estromessi e «ripudiati» se si decide di fare scelte di vita diverse.

Si può dunque immaginare come i confini familiari possano rappresentarsi lungo una linea in cui ad una estremità c’è l’invischiamento e al lato opposto il disinteresse. Partendo dal presupposto che non esiste una famiglia perfetta, perché non è sempre facile stabilire confini relazionali chiari senza eccedere nell’invischiamento o nel disimpegno, nelle famiglie con confini sani troviamo una mescolanza di autonomia e impegno tra i vari membri, di realizzazione personale, anche se non accettata dalla famiglia, e di appartenenza al nucleo. Di base in queste famiglie si riesce ad esprimere le proprie emozioni, esiste un dialogo, si affrontano i problemi senza evitarli, si accettano le diversità dei vari membri della famiglia e si delimitano i propri confini accettando quelli degli altri. Tutto ciò va ad aumentare il benessere del singolo ma anche della famiglia stessa.

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