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Italia > Tendenze

La gentilezza nelle ricette dei pediatri

di Giulia Martinelli

- Fonte: Città Nuova

Mettere al centro il benessere dei bambini, promuovendo le buone pratiche della gentilezza. Così da più di un anno i medici della Rete Nazionale Medici Pediatri della Gentilezza prescrivono ricette gentili rivolte ai bambini e ai famigliari per accrescere il benessere

gentilezza

«Un abbraccio lungo 60 secondi prima della nanna di Olivia e Aron fino a che i cuori non battono all’unisono», è questa la prima ricetta rilasciata dalla dottoressa Francesca Paola Fiore a mamma Jessica, che in un momento di difficoltà, in quell’abbraccio, ha ritrovato la speranza e la forza di andare avanti. È solo un esempio delle tante ricette della gentilezza prescritte ogni giorno dai medici pediatri che hanno scelto di far parte della Rete Nazionale Medici Pediatri della Gentilezza, un’iniziativa promossa dall’Associazione Culturale Cor et Amor che dal 2014 propone le buone pratiche della gentilezza per accrescere il benessere della collettività, in questo caso mettendo al centro i più piccoli.

A farne parte sono medici pediatri anche in pensione e medici di famiglia, ospedalieri e studenti universitari specializzandi (qui il formulario da compilare se si vuole entrare a farne parte) che tramite lo svolgimento della propria professione diventano portavoce dei bisogni dei bambini e delle loro famiglie non solo in termini di salute ma anche di benessere proponendo azioni e attività che promuovono la gentilezza. Non solo medicine dunque, ma nel ricettario della gentilezza i dottori possono prescrivere piccoli gesti gentili per creare una rete d’amore in famiglia e fuori.

Durante il lockdown, soprattutto tra i bambini, sono nate nuove paure che hanno messo in difficoltà tutta la famiglia, paure causate principalmente dall’isolamento e dalla mancanza di contatto con amici e parenti. La gentilezza, in un periodo così complicato, può diventare realmente un supporto nella vita pratica, per creare nuove relazioni contagiando di buonumore chi è intorno a noi. Così, dopo ogni visita, accanto alla prescrizione medica i dottori possono decidere di inserire un consiglio, rivolto ai bambini o ai famigliari, dove viene prescritto un gesto d’amore da mettere in pratica ogni giorno perché, come si legge sul ricettario, «Una pratica di gentilezza ripetuta più e più volte diventa un’abitudine. In questo modo, se ogni individuo agisce abitualmente con gentilezza, acquisisce uno stile di vita sano in ambito personale, relazionale e comunitario».

Preparare una merenda in più da portare a scuola e da condividere con un compagno di classe, passare un po’ di tempo con il fratellino più piccolo per rafforzare il legame e dare la possibilità alla mamma e al papà di riposare, coltivare un’amicizia o portare una parola dolce in famiglia, chiamare i nonni una volta al giorno o fermarsi a chiacchierare dopo cena con i genitori dimenticando per un po’ il cellulare, abbracciarsi forte prima di andare a dormire per trasmettere tranquillità e amore o prendersi cura di un amico anche solo con un sorriso in più, il ricettario si riempie ogni giorno di gesti gentili che fanno bene a chi li compie e alla comunità. Qualsiasi gesto di gentilezza infatti stimola la produzione degli ormoni del buonumore, incrementando così uno stato di benessere in chi lo riceve e in chi lo mette in pratica. E le risposte dei più piccoli sono subito positive, i bambini infatti escono dallo studio con la loro ricetta in mano, impazienti di mettere in pratica quanto prescritto dal dottore e per i genitori diventa una buona pratica per sostenere i figli.

Riproduzione riservata ©

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