Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

Persona e famiglia > Felicemente

Ascoltando la rabbia

di Angela Mammana

- Fonte: Città Nuova

Un sentimento da reprimere o da assecondare? Qualche suggerimento per riuscire a trarne il positivo

Osservando il volto e il corpo di chi ci sta accanto possiamo accorgerci dell’emozione che sta provando. Quando vediamo il colore della pelle che si arrossisce, gli occhi sgranati, i pugni stretti e le narici che si allargano è probabile che siamo di fronte al volto della rabbia. È la presenza di un’emozione primaria, considerata spesso un sentimento estremo e negativo perché ci fa perdere l’autocontrollo. La rabbia ci avvisa che sta succedendo qualcosa di importante per noi e ci prepara all’attacco. A volte ci fa dire frasi offensive al partner o al collega o ci spinge a compiere gesti pericolosi. Altre volte si reprime e si ripiega verso sè stessi, in questi casi provoca malessere e possibili somatizzazioni (sintomi corporei).

Eppure la rabbia può essere buona, se saputa gestire, se riusciamo ad ascoltarla ed elaborarla. Il primo passo è quello di riconoscerla, di fermarci e capire cosa sta accadendo, perché è probabile che siamo passati già all’azione senza aver riflettuto. Quella spinta di fuoco interiore a quali pensieri e vissuti è associata? Dietro questo sentimento c’è un dolore, una sofferenza, una ferita che si manifesta attraverso gesti rabbiosi perché non ha trovato un altro spazio/tempo dove vivere. Per cui quando viviamo dei momenti di forte rabbia (quasi ingiustificata o eccessiva) si può pensare di affrontarla anche con l’aiuto di un professionista. Sciogliere questi nodi che ci accompagnano può farci vivere con maggiore serenità ed evitare che la sfoghiamo addosso a chi ci sta accanto che sicuramente non sarà perfetto (come non lo siamo noi), ma forse ci eviteremo di far riemergere in una nuova relazione un bagaglio antico. Riconoscerla e gestirla ci permette di essere più centrati sul qui ed ora, maggiormente lucidi per manifestare il nostro dissenso quando è opportuno, ma poterlo fare senza ferire l’altro e fare gesti di cui potremmo pentirci. Nei percorsi dove si affronta questo aspetto si rimarginano alcune ferite e a volte si perdona qualcuno. La rabbia può tirare fuori i nostri bisogni e desideri, ancora una volta vale la pena iniziare ad ascoltarla e farla diventare una parte importante di noi. C’è una rabbia che a volte ci fa lottare per grandi cause e una rabbia che a volte dobbiamo lasciare andare per essere liberi.

Riproduzione riservata ©

Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876