L’8 novembre 2026 ricorrono 12 anni dalla fondazione dell’associazione socioculturale Il Vaso di Pandora, fondata e presieduta da Severina Bergamo. Con sede a Bari, l’associazione si prefigge di offrire un aiuto concreto a persone in condizioni di vulnerabilità, contrastando le ingiustizie sociali e le disparità.
Attraverso l’impegno quotidiano nel ridurre la sofferenza altrui, Il Vaso di Pandora promuove la “cultura del dono” con azioni concrete e misurabili di solidarietà. Per fare questo, chi collabora con l’associazione non si ferma all’iniziativa personale per soddisfare i bisogni sociali riscontrati, ma stimola l’impegno collettivo al fine di offrire delle soluzioni strutturali ed efficaci.
Dalle attività di volontariato come la distribuzione dei viveri, a sessioni formative e di sensibilizzazione, a eventi culturali per favorire l’incontro e la partecipazione comunitaria, sono oltre 220 le proposte che l’organizzazione ha sviluppato negli anni. Nell’operare la carità organizzata, Il Vaso di Pandora ha ricevuto importanti onorificenze, come il Premio Eccellenza Italiana o il Bando Orizzonti Solidali “Speciale Ucraina”.
In occasione del 12esimo anniversario abbiamo intervistato la sua ideatrice Severina Bergamo, alla quale è stato conferito il titolo di Cavaliere al merito della Repubblica, il riconoscimento di Filantropa della solidarietà del Comune di Bari e la cittadinanza onoraria di Carmiano, il suo paese natale.
Come e perché ha deciso di far nascere l’associazione?
Sono una persona dinamica, non mi piace stare ferma e ho sempre sentito il bisogno di fare qualcosa per gli altri. Questo insegnamento l’ho ricevuto da mia mamma, una donna semplice, altruista e generosa che già da piccola mi coinvolgeva nel far la spesa per le famiglie in difficoltà e mi mandava a portare da mangiare alle persone anziane e sole. Lei era una di quelle persone che non soltanto parlano del bene, ma lo fanno ogni giorno, nelle piccole cose.
Ho imparato che l’altro non è mai un estraneo, e che il bene non va trattenuto ma fatto circolare. Nel 2014 ho sentito la necessità di strutturare le attività sociali e culturali che prima facevo a titolo personale, e qualche mese dopo ho organizzato a Bari un pranzo di Pasqua per 400 senza fissa dimora.
Come opera la rete associativa?
Chiedo aiuto con molto entusiasmo quando si tratta degli altri. In questi 12 anni si è creata una rete di “aziende amiche”. Non ci sono degli sponsor, ognuna dona il proprio prodotto o servizio perché crede nel progetto e lo stima. Il segreto è curare le relazioni, costruite sulla reciprocità e sulla fiducia, e saper dire grazie.
La modalità di azione consiste nel cogliere le difficoltà, attivarsi per trovare delle soluzioni e individuare le persone o le aziende giuste per colmare il fabbisogno. In definitiva, si tratta di eseguire dei gesti discreti orientati ad offrire degli aiuti concreti.
Sul sito web de Il Vaso di Pandora si evidenzia che la sua mission è il “piacere del dono”. Che cosa si intende?
L’attenzione per il prossimo è sempre stata per me al primo posto, portandomi a fare determinate scelte ed esperienze, protesa soprattutto verso gli ultimi. Bisogna ritrovare il piacere della condivisione e la gioia del dono. Per chi ha avuto la fortuna di stare bene fisicamente e materialmente è doveroso restituire quello che possiede. Il dono è un’attenzione all’altro: bisogna ascoltare, essere attenti e donare col sorriso.
Con l’associazione abbiamo portato la cultura del dono in ospedale e nelle scuole come occasione di sensibilizzazione. Abbiamo organizzato laboratori teatrali nel carcere per adulti e un laboratorio di serigrafia in quello minorile. Sono state organizzate cene di beneficenza per sostenere i medici in missione in Madagascar e contribuire alla costruzione di un ospedale. Quando è scoppiata la guerra in Ucraina un imprenditore ha messo a disposizione due pullman al fine di portare a Bari donne e bambini rifugiati poi collocati nelle case famiglie. Ci siamo dati da fare per trovare un posto di lavoro a persone disoccupate grazie alla rete di conoscenze, e abbiamo rifornito circa 40 Caritas con i prodotti dei donatori per un valore di oltre 40mila euro.
Qual è l’azione più significativa o che ha più a cuore?
Il Vaso di Pandora ha rivolto particolare attenzione alle famiglie in difficoltà economica, agli anziani, alle persone senza dimora e alle bambine e ragazze accolte nelle case famiglie. Con esse portiamo avanti un’iniziativa molto speciale, uno svago al mese per vivere insieme delle esperienze nuove che permettono loro di divertirsi e di stupirsi: cinema, circo, go-kart, bowling, equitazione, barca a vela, parco acquatico, zoo safari, acquario, una giornata in masseria didattica a mungere le mucche, ecc. Quest’estate abbiamo speso due settimane al mare, in provincia di Matera. Un’uscita che per loro non è stata una semplice vacanza, ma la possibilità di sentirsi accolte, pensate e volute bene.
C’è però una lacuna nel sistema di protezione e accoglienza a cui stiamo cercando di rispondere: quando le ragazze raggiungono i 18 anni devono lasciare la casa famiglia e affrontare il passaggio verso l’autonomia. Spesso però non hanno risorse economiche per pagare un affitto né familiari che possano sostenerle. Per questo, insieme all’ingegnere Filippo Catalano abbiamo avviato la costruzione di quattro monolocali nel giardino di una delle case famiglie di Bari, con l’obiettivo di accompagnarle nei primi passi della loro nuova vita.
Quali bisogni rimangono scoperti o cosa serve ancora sul territorio?
Servono centri di ascolto. Queste persone hanno bisogno di parlare, di essere ascoltate e considerate. E soprattutto servono centri di aggregazione, perché c’è molta solitudine e, rinchiudendosi in casa, i problemi si ingigantiscono. In fin dei conti, il nutrimento del corpo viene dopo: ciò che è essenziale è l’alimento dell’anima.
Perché avete scelto il nome “Il Vaso di Pandora”?
Fa riferimento a quel famoso mito greco secondo il quale il vaso di Pandora conteneva tutti i mali dell’universo, ma sul cui fondo si trovava la speranza. Io sento di essere nella speranza che, quando fuoriesce dal vaso, esplode. La verità è che mi piace andare controcorrente, e mi riconosco nell’immagine con cui gli altri mi hanno definita: “cornucopia di bene”.
L’8 novembre l’associazione celebrerà il suo 12esimo compleanno, in occasione del quale rinnoverà fra soci e amici il suo impegno a favore dei più bisognosi. Per conoscere tutti gli eventi in programma visitare il sito ufficiale www.ilvasodipandoraeventi.it.

