Il 19 marzo di quest’anno è stata insediata provvisoriamente a Strasburgo l’Assemblea Parlamentare Europea, cioè il Parlamento comune delle tre comunità europee: la CECA, il MEC e l’EURATOM. Essa costituisce la prima espressione di quello che sarà il parlamento della futura Europa unita: 142 deputati; francese, italiani, tedeschi, belgi, olandesi, Lussemburgo.
Per quell’occasione due fatti sono apparsi degni di nota. Primo: che i deputati si sono suddivisi in gruppi per Partiti e non per Nazioni. Secondo: che i democristiani rappresentano la quasi maggioranza assoluta, sicché a presidente della Assemblea è stato eletto il democristiano francese, Robert Schumann. Questi due fatti significano che le correnti ideologiche hanno avuto ormai il sopravvento sullo spirito Nazionale e che nell’Occidente europeo, i popoli si orientano verso concezioni della vita sociale che pongono in primo piano i valori spirituali.
Può essere interessante approfondire l’argomento, considerando le elezioni svoltesi in questi ultimi mesi in alcuni Stati europei: Italia, Belgio, Portogallo, Svezia, Germania.
I risultati delle elezioni italiane ben li conosciamo: malgrado l’accesa Campagna anticlericale laicista proveniente da ogni parte e la posizione svantaggiosa di chi, avendo fatto, aveva anche sbagliato e non si era posto al riparo dalle critiche, come i partiti di opposizione, la DC, data perdente da molta stampa italiana ed estera, ha vinto sfiorando la maggioranza assoluta al Senato ed aumentando la percentuale dei seggi alla Camera.
Sconfitti sono stati laicismo anticlericale e la destra borghese mentre è apparso un fatto da notare e da meditare: la posizione mantenuta dal Partito Comunista.
Nel Belgio il 1 giugno, 6 milioni di cittadini sono stati chiamati alle urne per eleggere le nuove Camere legislative e i Consigli provinciali.
L’Alleanza Socialista-Liberale, che dal 1954 deteneva il potere, non poneva nemmeno in dubbio. Una sua nuova grande affermazione. Invece, contro le previsioni di tutti, il partito Cristiano-Sociale ha raggiunto la maggioranza assoluta al Senato e la percentuale del 46,5% alla Camera dei deputati, dove i socialisti sono calati dal 37,34% al 35,79%, i liberali dal 12,15% all’ 11,05%, i comunisti dal 3,57% all’1,89%. Anche nei Consigli provinciali le forze cattoliche hanno guadagnato 30 seggi in più.
Quello che, come è noto, si è rivelato il motivo principale della vittoria cattolica, è stata la strenua difesa operata dal Partito Cristiano-Sociale a favore della libera scuola. Il regime precedente infatti, fra le altre accentuate tendenze statalizzatrici, aveva cercato in ogni modo di far morire per lenta asfissia, sul piano economico, le scuole cattoliche, che assorbono la maggioranza della popolazione studentesca.
Altro fatto degno di nota è stato che la campagna dei socialisti belgi contro gli armamenti atomici e le rampe di missili non ha trovato molta corrispondenza presso gli elettori, come già era accaduto pochi giorni prima in Italia, e come il 6 luglio si è verificato in Germania, nelle elezioni per la nuova Dieta della Renania-Westfalia.
Anche in queste ultime consultazioni la corrente cristiana democratica, rappresentata dal Partito del Cancelliere Adenauer, ha riportato una grande vittoria contro socialisti e liberali, i quali ultimi sono scesi da 26 a 15 seggi.
Il giornale indipendente Die Welt, che negli ultimi tempi aveva fortemente criticato la politica del governo tedesco, ha definito «sbalorditiva» la vittoria democristiana, concludendo che l’esito delle elezioni ha dimostrato che «la maggioranza del popolo disapprova la campagna socialdemocratica contro l’eventuale dotazione di armi tattiche atomiche alla Bundeswehr». La stessa cosa è stata anche notata da vari altri giornali tedeschi.
Ecco dunque già tre Paesi, l’Italia, il Belgio, la Germania, presso i quali, nel giro di un mese e mezzo, contro l’aspettativa di tutti, il popolo ha dato liberamente il potere ai cristiani, condannando duramente i liberali e mostrando di gradire una forte difesa atlantica contro il pericolo comunista. Pure nelle elezioni in Svezia i liberali hanno perso molti seggi, scendendo da 58 a 38 mandati.
Ma anche i fatti e le situazioni politiche degli altri Stati dell’Europa occidentale, pur di natura diversa, non contraddicono, bensì confermano, la linea indicata dalla volontà popolare nei Paesi suddetti. Per citarne due: il regime di Salazar in Portogallo, che ha riportato una completa vittoria nelle elezioni del 3 novembre e dell’8 giugno scorsi, e il governo De Gaulle, che si è recentemente affermato in Francia, anche se sotto certi aspetti possono essere discussi e non accettati, manifestano tuttavia anch’essi la tendenza a porre in rilievo i valori spirituali contro il materialismo di sinistra e di destra.
Certo, queste indicazioni popolari dell’Europa occidentale, e le sicure aspirazioni in questo senso, ora soffocate o mal dirette, dei popoli dell’Europa orientale, pongono sulle spalle di coloro che rappresentano il cristianesimo in politica un fardello di gravi responsabilità. C’è nella vita della Chiesa e della sua dottrina una forza formidabile, capace di dare ai popoli quello che hanno mostrato di attendersi. Guai se l’esplosione di questa vita e di questa luce dovesse essere ostacolata o compressa da una coltre di interessi egoistici, di divisioni, di concezioni ristrette e superate, in coloro che nell’Occidente hanno invece il compito di facilitarla e dirigerla.
Non sarebbe la prima volta nella storia che Dio si serve dei suoi nemici per convertire il popolo eletto.
Giulio Marchesi

S’avvia a nascere l’Europa unita; si è insediato provvisoriamente a Strasburgo il primo embrione del Parlamento Europeo con la novità inedita di gruppi parlamentari non divisi per Stati, ma per partiti europei. Su Città Nuova n° 15-16, del 5/20 Agosto 1958 Giulio Marchesi considera con uno sguardo sul continente i successi, nei singoli Stati, dei partiti di ispirazione cristiana