In questo istante, senza che neanche tu te ne accorga, stai respirando, è un gesto così naturale che spesso lo diamo per scontato. In ogni inspirazione ed espirazione si nasconde tanto del nostro vissuto psico-emotivo, esiste una relazione tra corpo, sistema nervoso ed emozioni.
Nella mia stanza osservo Laura che parla velocemente e il suo diaframma è rigido, Cristian alla mia domanda “scomoda” trattiene il fiato per qualche secondo, Fabiana ha contratture nelle spalle, tensioni ovunque e non comprende dove arriva l’aria dentro di sé, Sabrina anche durante la respirazione diaframmatica sente un blocco che non si scioglie sullo stomaco. Le emozioni non rimangono soltanto nella nostra mente, producono anche modificazioni corporee, cambiano il nostro modo di respirare. Quando il diaframma si blocca, impedisce alle emozioni profonde di emergere ed essere liberate. L’assenza di una respirazione piena e libera è indicativa di una difficile relazione con la realtà circostante. Il respiro cambia col variare di sensazioni, pensieri e sentimenti. Quando siamo in ansia, quando abbiamo paura, quando siamo arrabbiati o quando finalmente ci rilassiamo. La mente influenza il respiro e viceversa, proviamo a differenziare alcuni stati:
- Quando si è ansiosi il respiro è toracico, veloce e superficiale. Può determinare un’iperventilazione (gira la testa), che riduce i livelli di anidride carbonica nel sangue, provocando vertigini, formicolii e può essere accompagnata da una sensazione di soffocamento (ma non si soffoca).
- Quando vi è uno stato depressivo ci sono frequenti sospiri profondi, intervallati da una respirazione quasi impercettibile che riflette la carenza di vitalità.
- Quando siamo in uno stato di benessere e calma il respiro è diaframmatico, lento e profondo.
Osservare il respiro dà tantissime informazioni su cosa sta accadendo al livello percettivo e psicologico, dal respiro si comprende cosa si prova e come si reagisce a qualcosa.
Allo stesso modo, se noi siamo consapevoli della respirazione e attuiamo delle tecniche possiamo modificare consapevolmente il modo in cui respiriamo e quindi influenzare il nostro stato di attivazione. La respirazione è in gran parte automatica, regolata dal sistema nervoso, ma può anche essere modificata volontariamente; è un processo bidirezionale. Ci sono alcuni esercizi che possono essere appresi per aumentare la consapevolezza e disattivare il sistema nervoso in stati di attivazione ansiosa. La respirazione diaframmatica, per esempio, ha un effetto calmante sul corpo e sulla mente, è benefica perché ottimizza la circolazione, l’aria introdotta arriva fino alla parte bassa dei polmoni dove gli alveoli facilitano l’ossigenazione del sangue. Respirare lentamente e profondamente agevola il rilassamento e riduce i livelli elevati di stress.
Anche semplicemente rallentare volontariamente la respirazione (per esempio quando vi è un livello elevato d’ansia), soprattutto rendendola più regolare, può favorire uno stato di maggiore calma. Un’altra pratica semplice consiste nel portare l’attenzione al respiro e lasciare che diventi gradualmente più lento e confortevole. Uno degli aspetti più interessanti della respirazione consapevole è che non richiede necessariamente tecniche specifiche, a volte è sufficiente fermarsi e osservare (tenendo i piedi poggiati a terra). Possiamo domandarci: com’è il mio respiro in questo momento? È veloce o lento? Regolare o irregolare? Sento il movimento dell’addome o soprattutto quello del torace? Sto trattenendo il respiro senza accorgermene? Queste domande possono diventare uno strumento di consapevolezza.
Il valore della respirazione consapevole sta piuttosto nella possibilità di creare un momento di ascolto, sentire il corpo, riconoscere ciò che sta accadendo e rispondere invece di reagire automaticamente. Utilizzare la respirazione consapevole in psicoterapia permette al paziente di passare da uno stato di reattività emotiva, a uno stato di risposta consapevole, questo vuol dire non subire l’ansia, ma gestirla. Nutrirsi di respiri profondi è vivere pienamente e non stare in uno stato di costante sopravvivenza, imparare a respirare vuol dire comunicare al sistema nervoso che non si è sempre in pericolo e che la vita può essere goduta pienamente.
