Le pensioni degli uomini continuano a crescere, seppur di poco. Quest’anno l’aumento è stato di 90 euro. Le pensioni delle donne, invece, non solo sono inferiori di un terzo, ma neppure aumentano. Il divario retributivo che penalizza la carriera lavorativa femminile si vede dunque anche al momento della fuoriuscita dal lavoro. In media, nel primo semestre 2026, i maschi hanno ricevuto come pensione 1.506 euro. Le donne, invece, appena 1.048 euro. Lo testimoniano i dati dell’Osservatorio Inps sui flussi di pensionamento.
Questo, naturalmente, è dovuto alla minore retribuzione ricevuta dalle donne nella propria carriera lavorativa. Gli uomini raggiungono ruoli apicali più spesso e hanno carriere più lunghe. Le donne, invece, per motivi di cura familiare, di figli o di genitori, sovente lasciano il lavoro o scelgono il part time, con conseguenti brutte sorprese al momento di riscuotere la pensione.
Anche le pensioni di invalidità sono inferiori per le donne: 686 euro, mentre l’importo medio per i maschi è di 913 euro.
Questa situazione di disparità viene sperimentata dagli uomini solo nel caso delle pensioni ai superstiti, per la morte del coniuge. Le donne che beneficiano della pensione del marito, prendono 1.042 euro. I maschi, che beneficiano di quella delle mogli, arrivano a 651 euro.
