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Persona e famiglia > Lo sport del lunedì

Alex Zanardi ha imparato a volare, addio leggenda

di Noemi Di Benedetto

- Fonte: Città Nuova

Si è spento nella serata del primo maggio l’ex pilota di Formula 1 e campione paralimpico all’età di 59 anni

Alex Zanardi. ANSA

«Sono Alex Zanardi, e se non avessi avuto l’incidente in cui ho perso le gambe ora non sarei così felice». Non servono presentazioni per un campione come Zanardi ma, se proprio dobbiamo, usiamo quella che lui stesso ha usato quando da uomo, dopo il primo terribile incidente, è diventato leggenda. Nato a Bologna nel 1966, Alex Zanardi è stato l’uomo che ha vissuto non una, non due, ma ben tre vite e tutte al massimo.

Fin da giovane nutre una forte passione per la velocità e il mondo dei motori e nemmeno la tragica perdita della sorella maggiore in un incidente stradale lo allontana da questo sogno. A 14 anni riceve dal padre il suo primo kart e dà inizio al suo percorso fino ad arrivare in Formula 1 nel 1991 con la Jordan. Fino al 1994, rimane nella categoria regina correndo anche per la Lotus ma i risultati non sono all’altezza delle aspettative e decide quindi di trasferirsi negli Stati Uniti per dedicarsi alla Formula Cart dove, tra 1996 e 1998 i risultati non tardano ad arrivare. Nel 1999 viene richiamato in Formula 1 da Frank Williams, ma questa seconda esperienza non si rivela fortunata e Zanardi conclude la sua carriera nella massima serie con 44 Gran Premi disputati e un solo punto conquistato.

Il pilota automobilistico professionista e paraciclista italiano Alex Zanardi alla partenza della ventitreesima edizione della “Maratona di Roma”, nel centro di Roma, 2 aprile 2017. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Alex non si allontana però dal volante ed è proprio lì che la vita gli presenta una sfida che cambierà per sempre la sua vita. È il 15 settembre 2001 e, durante una gara del campionato Champ Car al Lausitzring, in Germania, Alex Zanardi è vittima di un terribile incidente. Dopo aver perso il controllo della vettura, il pilota viene colpito da un’altra macchina guidata da Alex Tagliani. Nello schianto perde entrambe le gambe che vengono amputate e, a causa della gravità delle ferite riportate, rischia di morire. Ma lui non si arrende: 16 operazioni e ben 7 arresti cardiaci non riescono ad avere la meglio su Alex Zanardi che, seppur senza arti inferiori, riesce a sopravvivere. Sopravvive sì, ma la sua prima vita, quella da pilota di Formula 1, è terminata.

Ma uno come Zanardi non è fatto per una sola vita e, nel momento più difficile per lui, prende una decisione: vivere ancora e vivere al massimo.

«Quando mi sono svegliato senza gambe, ho guardato la metà che era rimasta, non quella che era andata persa», questo dichiarerà Alex dopo l’incidente e, col senno di poi, ha fatto proprio bene a guardare la parte che è rimasta perché il campione azzurro scende di nuovo in pista su una handbike e lo fa alla grande. Zanardi diventa, infatti, il paraciclista più forte di tutti i tempi vincendo, tra il 2012 e il 2019, 16 ori, 7 argenti e 1 bronzo tra Olimpiadi e Mondiali, oltre a diventare un simbolo mondiale di forza e resistenza alla vita. Un risultato a dir poco straordinario frutto di impegno, passione, determinazione… e un piccolo segreto: la sua regola dei 5 secondi, quella che lo ha fatto andare oltre ogni limite. «Quando in una gara ti accorgi di avere dato tutto, ma proprio tutto, tieni duro ancora 5 secondi, perché è lì che gli altri non ce la fanno più».

Ma una vita vissuta porta sempre con sé dei rischi, specie se questa vita è vissuta al limite o, meglio, oltre i limiti. Che fare, allora? Sopravvivere cercando di evitare i pericoli o vivere rischiando? Alex non ha mai avuto dubbi su questo e, quasi prevedendo quello che gli sarebbe poi successo, un giorno risponde così ad un ragazzo: «È possibile che, se il fulmine mi è arrivato tra capo e collo una volta, mi colpisca nuovamente, ma rimanere a casa per evitare e scongiurare quest’ipotesi significherebbe smettere di vivere».

E Alex non ha smesso di vivere, mai, non lo ha fatto dopo il primo incidente che lo ha reso un campione e non lo ha fatto neanche dopo quando, in un giorno di giugno 2020 quel fulmine torna sotto forma di un autotreno che lo vede passare troppo tardi e dà inizio alla terza vita di Alex Zanardi. Di nuovo l’elisoccorso, di nuovo la corda disperata in ospedale, di nuovo gli interventi, il coma. L’Italia, il mondo che si ferma. Si ferma ad aspettare perché Alex è così, lui cade e si rialza, lui è forte, lui resiste 5 secondi e poi ancora 5 e 5 ancora… così per 6 anni.

Sei lunghissimi anni della sua terza vita, quella fatta di dolori, è certo, di riservatezza, ma anche di affetto, di amore e di vicinanza con la famiglia che non lo ha mai abbandonato. Una terza vita che si spegne, improvvisamente, il primo maggio scorso, giorno in cui Alex ha imparato a volare e ha deciso di raggiungere, a 32 anni esatti di distanza, il suo idolo Ayrton Senna perché sappiamo tutti che, in realtà, non è finita e che Alex sta già vivendo la sua ultima vita, quella immortale, sfrecciando nel cielo sempre oltre il limite.

Quindi ciao Alex, fai buon viaggio mentre noi qui, anche senza di te, proveremo a guardare la metà che è rimasta e a resistere ancora 5 secondi.

Riproduzione riservata ©

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