Sfoglia la rivista
1 9 5 6 A N N I 2 0 2 6

Persona e famiglia > Noi due

Saper litigare in coppia

di Benedetta Ionata

Scegliere di regolare le emozioni è fondamentale per non lasciare che queste prendano il sopravvento, rendendo impossibile la comunicazione

Foto Pexels

Le interazioni umane possono essere molto complesse, e quando ci si mettono di mezzo le emozioni il livello di difficoltà si alza vertiginosamente. Prendiamo ad esempio una coppia: nel momento in cui subentrano divergenze, lo scontro può essere inevitabile. Il litigio può trattare i temi più disparati, quali faccende domestiche, soldi, o l’ora della nanna per i bambini. Entrambi i partner si infuriano, accumulando prove a sostegno della loro tesi, tirando in ballo il passato, magari diventando sgradevoli con gli insulti. Alla fine, uno dei due se ne va infuriato, e il più delle volte è l’altro a infuriarsi ancora di più.

Uno schema familiare. Molto spesso non sanno neanche loro perché si arrivi a tanto, oppure uno dei partner automaticamente pensa che la colpa sia dell’altro. Di solito quello che si rimprovera all’altro, ad esempio, sono i commenti taglienti, il tono che utilizza, un’occhiata sgradevole o il ritirare fuori il passato.

Per quanto si può pensare che l’altro sia la causa, fermare le discussioni non significa cambiare l’altro, ma iniziare a cambiare se stessi.

Ecco cosa succede durante una discussione: non appena ci emozioniamo, l’argomento di cui stiamo parlando – soldi, faccende domestiche, figli – non è più sul tavolo. Il problema in questo momento nella stanza è l’emozione stessa. È come un incendio che sta iniziando a sfuggire al controllo. Dobbiamo spegnerlo.

Quando una conversazione diventa emotivamente carica, il sistema di rilevamento delle minacce del cervello, l’amigdala, si attiva rapidamente. A sua volta, il corpo si prepara alla lotta, alla fuga, all’adulazione o al congelamento: la frequenza cardiaca aumenta, i muscoli si irrigidiscono e l’attenzione si concentra su ciò che si trova direttamente di fronte a noi, o sulla nostra mente.

In questo stato, la corteccia prefrontale (la regione responsabile del ragionamento, dell’assunzione di prospettiva e del controllo degli impulsi) perde influenza. In altre parole, non possiamo comunicare bene mentre il nostro corpo crede di essere in pericolo.

Ora ci emozioniamo e, senza un cervello razionale, tendiamo ad avere una visione a tunnel: vogliamo a tutti i costi che l’altro capisca cosa stiamo dicendo. È qui che iniziamo entrambi ad accumulare prove per sostenere la nostra tesi: si rivanga il passato, si rinfacciano scelte o azioni passate, ci si parla in modo aggressivo e risentito. Si è entrambi sconvolti e si sprofonda in una spirale di rabbia e nessuno riesce a elaborare nulla di ciò che l’altro sta dicendo. In realtà, qualsiasi cosa diciamo a questo punto è come gettare benzina sul fuoco. È qui che si dicono cose stupide che causano ferite vere, e diventano benzina per discussioni future.

In queste occasioni, invece, le persone emotivamente sicure danno priorità alla regolazione fisiologica rispetto alla strategia verbale. Notano il torace contratto o il respiro corto, così come il bisogno di interrompere o ritirarsi, e invece di insistere, iniziano a rallentare.

Regolare il corpo, quindi, modifica le capacità sociali della mente. Quando il sistema nervoso autonomo non è attivato, le persone emotivamente sicure riducono la percezione della minaccia, sia in se stesse che nella persona che hanno di fronte. Questo lascia spazio alla flessibilità cognitiva, a un’empatia più accurata e a una comunicazione meno difensiva, rendendo molto più probabili risultati integrativi e reciprocamente soddisfacenti.

Quindi il problema principale qui è la regolazione emotiva. È importante che entrambi o uno dei partner scelga di essere responsabile con le emozioni, piuttosto che sputare i propri sentimenti in giro.

Bisogna rompere gli schemi. Come?

In realtà sappiamo già come farlo: lo facciamo sempre sul lavoro. L’intimità della relazione di coppia è ciò che getta benzina sul fuoco. La chiave qui è concentrarci su se stessi, essere responsabile delle proprie emozioni, nonostante ciò che l’altro dica e ci scatena.

Si tratta di rompere gli schemi. Discutere è una scelta, ma possiamo scegliere di agire diversamente.

Riproduzione riservata ©

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile e
i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza! Per informazioni:
rete@cittanuova.it

Condividi

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876