In un contesto internazionale caratterizzato dalla frammentazione geopolitica, dall’indebolimento del multilateralismo, dalla crescente concorrenza tra blocchi economici, con l’uso dei dazi doganali come strumento di pressione o addirittura di coercizione tra i Paesi per difendere e affermare i propri interessi politici, la firma dell’accordo di libero scambio tra il Mercosur e l’Unione europea assume un significato che va ben oltre il commercio: si tratta di una scommessa strategica sulla cooperazione, l’integrazione regionale e la costruzione di regole condivise in un mondo sempre più teso a causa del protezionismo e della sfiducia.
L’accordo, negoziato dal 1999 tra l’Ue e i membri fondatori del Mercosur (Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay, ai quali si è aggiunta di recente la Bolivia), crea un mercato che rappresenta il 30% del Pil mondiale e comprende circa 750 milioni di consumatori, garantendo che oltre il 90% del commercio bilaterale sarà esente da dazi doganali. Ciò favorisce le esportazioni europee di automobili, macchinari, prodotti chimici, vini e bevande alcoliche verso i membri del blocco sudamericano. In cambio, facilita l’ingresso in Europa di prodotti sudamericani come carne, zucchero, riso, miele, soia e minerali come nichel, grafite e litio, tra gli altri; si prevede quindi che le esportazioni dell’Ue verso il Mercosur aumenteranno del 39%, mentre le esportazioni del Mercosur verso l’Ue aumenteranno del 17%.
Dal punto di vista economico, le opportunità sono significative. L’accordo prevede una progressiva riduzione dei dazi doganali, facilitando l’accesso dei Paesi del Mercosur a uno dei mercati più grandi e sofisticati del mondo. Ciò apre concrete possibilità per i settori agroindustriali, energetici e anche per le industrie a più alto valore aggiunto, a condizione che esistano politiche pubbliche orientate alla diversificazione produttiva e all’innovazione. Per l’Unione europea, l’accordo consente di rafforzare i suoi legami con il Sudamerica, garantire catene di approvvigionamento più stabili di materie prime e, non ultimo, ampliare la sua presenza in una regione strategica.
Non meno importante è il potenziale dell’accordo in termini di investimenti diretti esteri e trasferimento tecnologico. La convergenza normativa, gli impegni in materia di proprietà intellettuale, gli appalti pubblici e i servizi possono creare un contesto più prevedibile per gli investimenti, favorendo la modernizzazione produttiva e la creazione di posti di lavoro. In questo senso, l’accordo non deve essere letto solo come un trattato commerciale, ma come un quadro di integrazione economica più ampio.
Tuttavia, la firma dell’accordo non è esente da tensioni. In Paesi come Francia, Polonia, Ungheria, Austria e Irlanda, le voci critiche nei confronti dell’accordo si sono fatte sentire con forza. La resistenza proviene principalmente dai settori agricolo e zootecnico, che guidano le obiezioni ritenendo che l’accordo potrebbe esporli a una concorrenza che definiscono sleale, dato che i prodotti agricoli sudamericani hanno solitamente costi inferiori associati a requisiti lavorativi e ambientali meno rigorosi.

Agricoltori spagnoli bloccano l’autostrada A-52 con i loro trattori per protestare contro l’accordo Ue-Mercosur a Xinzo de Lima, Galizia, Spagna, 30 gennaio 2026. Foto: EPA/BRAIS LORENZO via Ansa

I membri del Parlamento europeo celebrano il voto a favore di richiedere alla Corte di giustizia dell’Unione europea di determinare se l’accordo commerciale Ue-Mercosur sia compatibile con la politica dell’Ue a Strasburgo, Francia, 21 gennaio 2026. Foto: EPA/YOAN VALAT via Ansa
Mentre l’Unione europea applica norme rigorose in materia di tracciabilità, uso di pesticidi, ormoni e benessere degli animali, vi è la preoccupazione che i prodotti importati dal Mercosur non rispettino standard equivalenti ed entrino nel mercato europeo a prezzi più competitivi. Questo scenario genera preoccupazione non solo tra i produttori, ma anche tra i consumatori. È proprio qui che risiede uno dei contributi più innovativi dell’accordo: l’incorporazione esplicita di impegni ambientali e lavorativi. Se attuato in modo efficace, può diventare una leva per promuovere standard di produzione più elevati, rafforzare l’economia verde e allineare il commercio agli obiettivi di sviluppo sostenibile.
Le critiche non devono essere ignorate, ma integrate in un’attuazione responsabile che combini l’apertura economica con la protezione sociale e la sostenibilità ambientale.
In definitiva, l’accordo Mercosur-Unione europea rappresenta un’opportunità storica. Di per sé non garantisce lo sviluppo né l’equità, ma offre un quadro politico ed economico che può potenziare entrambi se accompagnato da decisioni strategiche, dialogo sociale e una visione a lungo termine. In un mondo frammentato, scommettere sulla cooperazione rimane una delle decisioni più audaci – e necessarie – del nostro tempo.