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Italia > Formazione

Leone XIV ai giovani leader politici: cercate sempre con coraggio la pace

di Sara Fornaro

Sara Fornaro

Provenienti da 36 Paesi del mondo, i partecipanti alla scuola globale “One humanity, one planet: synodal leadership” hanno trascorso una settimana di formazione a Roma, incontrando il papa in udienza privata

Papa Leone XIV incontra i partecipanti alla scuola globale One humanity, one planet: synodal leadership, foto Ansa/Vatican media

«Con cuore puro e mente limpida, cercate sempre» la «pace come dono, alleanza, promessa… Davanti alle molte sfide del presente abbiate dunque coraggio, ricordando che non siete soli a cercare la fraternità universale». Le parole di papa Leone XIV hanno segnato l’ultimo giorno della Scuola di politica globale “Una umanità, un pianeta: leadership sinodale” che, nei giorni scorsi, ha portato a Roma, per una settimana, 85 leader tra i 18 e i 40 anni di 36 Paesi dei 5 continenti. Giovani di differenti culture, religioni e convinzioni politiche, che hanno accettato la sfida di adottare un diverso stile di governance a partire dal paradigma della fraternità.

Partecipanti a One humanity one planet, foto MPPU

Sono i partecipanti al “laboratorio internazionale di vita e pensiero politico” di durata biennale, nato per promuovere una rete globale di leader intenzionati ad affrontare le sfide più urgenti del nostro tempo, promosso dal centro internazionale del Movimento politico per l’unità e da New Humanity, in collaborazione con la Pontificia Commissione per l’America Latina. Coordinatori del progetto, Javier Baquero Maldonado e Amelia Lopez, rispettivamente presidente e segretaria generale del centro internazionale Mppu, e Cristian Varela, project manager della Scuola.

Partecipanti a One humanity one planet, foto MPPU

La settimana residenziale ha visto insieme una parte dei 145 giovani che hanno frequentato online il primo anno della scuola e ha consentito ai partecipanti di dialogare con personalità di spicco del mondo politico, religioso e culturale. C’è stato un convegno pubblico con politici e parlamentari italiani dei diversi schieramenti nella storica sede di Palazzo Valentini, mentre nella giornata finale c’è stato l’incontro con papa Leone XIV (di cui pubblichiamo di seguito il messaggio) e con Margaret Karram, presidente del Movimento dei Focolari.

Papa Leone XIV incontra i partecipanti alla scuola globale One humanity, one planet: synodal leadership, foto Ansa/Vatican media

«Sono molto contento – ha affermato il pontefice – di incontrare giovani come voi, provenienti da ogni parte del mondo, uniti nell’impegno politico alla ricerca del bene comune. Le diverse nazioni, culture e religioni cui appartenete non sono per voi motivo di rivalità, ma di collaborazione e di crescita secondo uno stile sinodale. Questo metodo di ascolto e discernimento non è indifferente rispetto ai temi che trattate, ma funziona come una lente, attraverso la quale osservare il mondo. In quanto forma della comunione che ci lega, la sinodalità rende attenti allo sguardo di chi abbiamo accanto, e non solo a ciò che osserviamo, esercitandoci nel comporre visioni d’insieme che rispettano la complessità senza cadere in confusione e cercano la verità senza temere il confronto.

Partecipanti a One humanity one planet, foto MPPU

A questo proposito, vi sono grato per le molte iniziative alle quali lavorate, specialmente per il progetto “Quattro Sogni” della Pontificia Commissione per l’America Latina, nato dall’intuizione di Papa Francesco. Nell’Esortazione Apostolica Querida Amazonia, Egli invita a coltivare insieme i sogni ecclesiale, ecologico, sociale e culturale. Quanto è urgente dedicare le migliori energie alla cura di questi ambiti, soprattutto in tempi feriti da molte ingiustizie, dalle violenze e dalla guerra! Oggi il vostro ruolo di leader comporta perciò una crescente responsabilità per la pace: non solo quella tra Nazioni, ma lì dove abitate, studiate e lavorate ogni giorno. Se non promuoviamo la concordia in una università o in un ufficio, tra partiti e associazioni, come potremo curarla in un intero Stato o tra i Continenti? Con cuore puro e mente limpida, cercate sempre questa pace come dono, alleanza, promessa.

Partecipanti a One humanity one planet, foto MPPU

Sì, la pace è soprattutto un dono, perché la riceviamo da chi ci precede nella storia: è un bene del quale ringraziare. La pace è alleanza, che ci incarica di un impegno comune: quello di onorarla, quando c’è, e di realizzarla, quando manca. La pace, infine, è promessa, perché sostiene la nostra speranza in un mondo migliore, e come tale viene cercata da tutte le persone di buona volontà. La politica svolge qui una funzione sociale insostituibile: vi esorto perciò a cooperare sempre più nello studio di forme partecipative che coinvolgano tutti i cittadini, uomini e donne, nella vita istituzionale degli Stati. Su queste basi sarà possibile edificare quella fraternità universale che già tra voi giovani si annuncia come segno di un tempo nuovo: il vostro lavoro, infatti, trova la sua espressione più alta quando opera per un’umanità pacificata nella giustizia.

Partecipanti a One humanity one planet, foto MPPU

A tal fine, vi invito a riflettere sul fatto che non ci sarà pace senza porre fine alla guerra che l’umanità fa a sé stessa quando scarta chi è debole, quando esclude chi è povero, quando resta indifferente davanti al profugo e all’oppresso. Solo chi ha cura dei più piccoli può fare cose davvero grandi. Madre Teresa di Calcutta, santa degli ultimi e premio Nobel per la pace, affermava a riguardo che «il più grande distruttore della pace è l’aborto». La sua voce rimane profetica: nessuna politica può infatti porsi a servizio dei popoli se esclude dalla vita coloro che stanno per venire al mondo, se non soccorre chi è nell’indigenza materiale e spirituale.

Papa Leone XIV saluta la presidente de Focolari Margaret Karram all’incontro con i partecipanti della scuola globale One humanity, one planet: synodal leadership, foto Ansa/Vatican media

Davanti alle molte sfide del presente abbiate dunque coraggio, ricordando che non siete soli a cercare la fraternità universale: l’unico Dio ci dona la terra come casa comune per tutti i popoli. Il titolo del vostro convegno, “One Humanity, One Planet”, merita perciò di essere completato con “One God”: riconoscendo in Lui il creatore buono, le nostre religioni ci chiamano a contribuire al progresso sociale, ricercando sempre quel bene comune che ha per fondamenta la giustizia e la pace».

Al termine del primo anno di scuola, inizierà la seconda fare, che si rivolgerà a 600 giovani, inseriti in reti nazionali e continentali, per condividere riflessioni, esperienze, strategie di attuazione e azioni di impatto globale.

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